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In the seventies and eighties the ranks of the company were also lead, aside from Savignano, by the other two stars Anna Razzi and Oriella Dorella, and stood out not only in the choreographies of Nureyev, Cranko and Martinez (Coppélia) but also in those of Pistoni and Amodio (L’aprés-midi-d’un faune, Ricercare a nove movimenti, Oggetto amato) and in the effervescent “new” version of Excelsior directed by Filippo Crivelli, musically adapted by Fiorenzo Carpi and staged by Ugo Dell’Ara for the theatre’s Bicentenary season (revived once more at the dawn of the new millennium and again to great success at the Théâtre National de l’Opéra de Paris in 2002).
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Negli anni Settanta-Ottanta le file del Ballo scaligero, - capitanate oltre che dalla Savignano, dalle altre étoile Anna Razzi e Oriella Dorella -, spiccavano nelle coreografie di Nureyev, Cranko e Martinez (Coppélia) ma anche di Pistoni e Amodio (L’aprés-midi-d’un faune, Ricercare a nove movimenti, Oggetto amato) e nell’effervescente “nuovo” Excelsior con la regia di Filippo Crivelli e l’adattamento musicale di Fiorenzo Carpi, allestito da Ugo Dell’Ara nella stagione del Bicentenario (poi ripreso a cavallo del terzo millennio e ancora con grande successo al Théâtre National de l’Opéra di Parigi, nel 2002). Con Jiří Kylián (Sinfonia in re e La cathédrale engloutie), Birgit Cullberg (Signorina Giulia), Jerome Robbins (Après midi d’une faune, Les Noces), ancora Petit (The Marriage of Heaven and Hell, Proust, ou Les intermittences du coeur, L’Angelo azzurro), Louis Falco (The Eagle’s Nest), Joseph Russillo (La leggenda di Giuseppe e Lieb und Leid, entrambi con le scene di Luigi Veronesi e i costumi di Gianni Versace) si affacciano nuove leve di interpreti e all’orizzonte compare una nuova, grande tragédienne: Alessandra Ferri. Cresciuta alla Scuola scaligera e perfezionatasi a quella del Royal Ballet di Londra, la Ferri tornò al Piermarini per un Lago dei cigni a firma Franco Zeffirelli (1985) per poi diventare, nel 1992, prima ballerina assoluta della Scala, legando il proprio nome, ormai celebre nel mondo, a una lunga serie di debutti sino a La Dame aux camélias di John Neumeier, l’importante titolo del suo addio alle scene, nel marzo 2007.
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