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Ceci advient, comme l’a confirmé Sa Sainteté Benoît XVI dans la Méditation au cours de la célébration de l’Heure Tierce pour le début des travaux de la XI Assemblée générale ordinaire du Synode des Évêques (AAS 97 [2005] 951), dans en milieu empreint d’amour réciproque, d’entraide, de partage, de "correction fraternelle", de consolation qui, en tant que "fonctions de la collégialité", sont "un grand acte de véritable affection collégiale".
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Durante l’agape fraterna a conclusione della VII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, il 30 ottobre 1987 nella Domus Sanctae Marthae in Vaticano, Giovanni Paolo II disse: “L'esperienza del Sinodo ha in sé qualche cosa del sacro; qualcosa del mistero della Chiesa. Si vive la realtà della Chiesa, la sua realtà anche ‘etnica’, la sua realtà diffusa, parola di Dio diffusa, ricevuta nei Paesi, nelle culture, nei continenti. Si vive tutto questo; si vive ascoltando i diversi locutori, i loro interventi. Si vivono le esperienze delle Chiese locali, esperienze molto diverse, qualche volta, esperienze molto dolorose, qualche altra esperienze difficili. E così, da tutti gli interventi dei padri, e, qualche volta insieme con i padri, anche da quelli dei nostri fratelli e sorelle laici, emerge un quadro, una visione: una visione della Chiesa. Ma non è solamente una visione, nel senso descrittivo, di come vive la Chiesa, la Chiesa realtà umana, realtà etnica, ma, nello stesso tempo, della Chiesa come mistero. E qui incomincia un punto, in cui l'esperienza del Sinodo, essendo profondamente esperienza religiosa, è difficile da trasmettere agli altri, da portare fuori; rimane, in un certo senso, dentro il Sinodo, rimane in noi, in quelli che vi hanno partecipato; tutti, tutti insieme la confermano, quella esperienza, e oggi parlano di quella esperienza del Sinodo, di quella esperienza della Chiesa. Ne parlano con grande gioia. È una nuova ricchezza che ci è stata data, a ciascuno di noi e a tutti noi vivere così durante quattro settimane l'esperienza della Chiesa che è popolo di Dio; si, popolo di Dio in cammino, ma, essendo popolo di Dio, è nello stesso tempo il corpo di Cristo. È un mistero”.
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