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In passato tutto era più facile, soprattutto durante il periodo della Guerra Fredda: c’erano due blocchi contrapposti, ogni Paese aveva scelto il suo campo e la superpotenza di turno sapeva automaticamente ciò che gli conveniva, chi favorire e chi osteggiare. Oggi non è più così perché le problematiche sul terreno sono molte, alcune in contrasto tra loro, e non c'è più la coerenza di una posizione politica che guidi le scelte, ma solo l’opportunità del momento, le cosiddette convenienze. Questo è oggi il grosso problema che attanaglia una superpotenza come gli Stati Uniti che trova ora difficile individuare un unico comune denominatore per la sua politica estera in Medio Oriente. Anche perché non è ben chiaro chi siano gli amici o i nemici, o se i nemici dei miei nemici possano diventare amici e, se sì, per quanto tempo.
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