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En effet, nous avons encore Indiana Jones devant nos yeux, l’archéologue intrépide qui, dans un film tombe dans une grotte remplie de vases et de calices, et parmi bien d’autres, choisit à coup sûr le vrai Graal, un pauvre calice en bois, de provenance franciscaine.
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Eccomi ad un argomento pieno di fascino e che lega ancora lo spirito dell’uomo medievale al nostro spirito. Infatti ancora negli occhi abbiamo Indiana Jones , lo spericolato archeologo che in un film si imbatte in una grotta piena di vasi e calici, e tra i molti sceglie a colpo sicuro il vero Graal, un povero calice di legno, di provenienza francescana. Eppure l’epopea del Graal inizia proprio in quell’ambiente letterario della Francia meridionale, la Langue d’oc, la Provenza, dove già le Crociate, la ricerca delle reliquie, l’amore cortese, il mito dei cavalieri e l’avventura spirituale diventano letteratura, nostalgia, elegia. Già nel Perceval di Chretien de Troyes, poema incompiuto dove per la prima volta appare la preziosa coppa dell’Ultima Cena, si sente la nostalgia per un mondo giunto ormai alle sue ultime espressioni di civiltà. Secondo questa tradizione letteraria, Giuseppe d’Arimatea avrebbe conservato in questa coppa il sangue del Redentore raccolto sul Calvario e l’avrebbe misteriosamente trasportata in Francia, dove si trova nel castello del Re Pescatore. La stessa tradizione è ripresa da Robert de Boron nel suo Giuseppe d’Arimatea, e giunge in Germania. Qui viene ripreso da Wolfram von Eschenbach's , nel suo Parzival, che diventerà la base per le opere sinfoniche di Wagner. Quello che sorprende è ancora quanta letteratura ancor oggi fantastica sulla mitica coppa, mai ritrovata, ma che sarebbe tenuta ben nascosta da qualche parte. Anche la rete dà il suo contributo, con una serie di siti dalla grafica affascinante, ma che sfortunatamente danno per veritiere fonti giornalistiche che puntualmente non trovano conferma se non in romanzi che mescolano fantasie e manipolazioni storiche costruite ad arte a scopo di lucro, un po’ come il famoso romanzo Il Codice da Vinci. La leggenda del Graal si inserisce quindi nei grandi cicli di romanzi e leggende cavalleresche, che caratterizzano l’ultimo periodo del Medio evo: ciclo arturiano, ciclo della Chanson de geste, ciclo del Perceval caratterizzano la celebrazione massima e la fine del mito della cavalleria, proprio quando nasce il nuovo ordine dei templari, così affascinante e controverso.
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