poor – Traduction – Dictionnaire Keybot

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  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the Capuchin Poor Clares from Bavaria at the Chapter Hall of the Sacro Convento (June 17, 2007)
Rencontre avec les Sœurs clarisses capucines allemandes (17 juin 2007)
Incontro con le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche nella Sala Capitolare del Sacro Convento (17 giugno 2007)
  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the Community of the Poor Clares at the Basilica of Saint Clare (June 17, 2007)
Rencontre avec la communauté des Clarisses dans la Basilique Sainte Claire d'Assise (17 juin 2007)
Incontro con la comunità delle Clarisse nella Basilica di Santa Chiara (17 giugno 2007)
  Benedict XVI - Audience...  
2 November 2005, Psalm 112[111] - Open-handed, he gives to the poor
2 novembre 2005, Salmo 111: Beatitudine dell'uomo giusto
  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the Community of Poor Clares at the Fazenda da Esperança in Guaratinguetá (May 12, 2007)
Rencontre avec les Clarisses dans l'église à la Fazenda da Esperança à Guaratinguetá (12 mai 2007)
Incontro con le Suore Clarisse riunite nella chiesa della Fazenda da Esperança a Guaratinguetá (12 maggio 2007)
  The Holy Father - Bened...  
To the Poor Clares of the "Immaculate Conception" Monastery from the town of Albano Laziale (September 15, 2007)
Aux Clarisses du Monastère de l'Immaculée Conception d'Albano Laziale (Italie) (15 septembre 2007)
Alle Monache Clarisse del Monastero "Immacolata Concezione" di Albano Laziale (15 settembre 2007)
  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the community of Poor Clares at the church of the Fazenda da Esperança in Guaratinguetá - Greeting (May 12, 2007)
Rencontre avec les Clarisses dans l'église à la Fazenda da Esperança à Guaratinguetá - Salut (12 mai 2007)
Begegnung mit den Klarissen, Fazenda da Esperança in Guaratinguetá - Grußworte (12. Mai 2007)
Incontro con le Suore Clarisse riunite nella chiesa della Fazenda da Esperança a Guaratinguetá - Saluto (12 maggio 2007)
  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the Capuchin Poor Clares from Bavaria at the Chapter Hall of the Sacro Convento (June 17, 2007)
Rencontre avec les Sœurs clarisses capucines allemandes (17 juin 2007)
Incontro con le Suore Clarisse Cappuccine Tedesche nella Sala Capitolare del Sacro Convento (17 giugno 2007)
  The Holy Father - Bened...  
Meeting with the Community of the Poor Clares at the Basilica of Saint Clare (June 17, 2007)
Rencontre avec la communauté des Clarisses dans la Basilique Sainte Claire d'Assise (17 juin 2007)
Begegnung mit den Klarissen in der Basilika "Santa Chiara" (17. Juni 2007)
Incontro con la comunità delle Clarisse nella Basilica di Santa Chiara (17 giugno 2007)
  The Holy See - The Holy...  
To the "Poor Servants of Divine Providence" in Negrar (April 17, 1988)
Aux «Pauvres Serviteurs de la Divine Providence» à Negrar (17 avril 1988)
An die Kranken und das Personal des Krankenhauses von Negrar (17. April 1988)
Ai «Poveri Servi della Divina Provvidenza» a Negrar (17 aprile 1988)
  The Holy See - The Holy...  
Inauguration of the Dono di Maria Shelter for the poor and homeless people (May 21, 1988)
Inauguration de la Maison d'Accueil pour les pauvres «Dono di Maria» (21 mai 1988)
Einweihung des Armenhauses «Dono di Maria» (21. Mai 1988)
Inaugurazione della Casa di Accoglienza per i poveri «Dono di Maria» (21 maggio 1988)
  cardinali_bio_shan-kuo-...  
The Catholic Church in Taiwan is regarded as a great benefactor of the poor, the sick, the elderly, and as a great defender of exploited women, of those who are forced to work overseas, of the marginalized, of prisoners and of the cause of human life.
Ha tradotto due buoni libri in cinese: «Come essere una guida» e «Impegno e Leadership», pubblicati dalla Kuangchi Press. Entrambi i testi sono diventati dei best-seller e il secondo viene utilizzato per la formazione dei responsabili del Governo.
  cardinali_bio_taofinuu_...  
In this diocese, with a territory that covers: Western Samoa, American Samoa and the Tokelau Islands, his activity has been non-stop, creating numerous secondary schools and institutions of professional formation, demonstrating dedication to the apostolate and in serving the poor and elderly, reorganizing the seminary and founded a theology institute for the formation of deacons and catechists.
In questa diocesi -che comprendeva allora territori di tre nazioni: le Samoa Occidentali, indipendenti; le Samoa Americane, possesso statunitense e le Isole Tokelau, protettorato neozelandese - la sua attività è stata senza soste: ha creato numerose scuole secondarie e istituti di formazione professionale, si è impegnato nell'apostolato e nel servizio dei poveri e degli anziani - per i quali ha creato una casa d'assistenza affidata alle Piccole Sorelle di Gesù - ha riorganizzato il seminario ed ha fondato un istituto teologico per la formazione di diaconi e catechisti. Nell'intento di promuovere l'indipendenza economica degli abitanti della diocesi, ha destinato tremila acri di terreno di proprietà della diocesi alla costruzione di una grande fabbrica per la trasformazione dei prodotti caseari.
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Bishop Korec was again imprisoned to finish off the four years remaining of the earlier sentence. He was subsequently released because of poor health. He lost his work as a street cleaner and entered the ranks of the unemployed until he found a position as a warehouse keeper in a chemical producing factory, where he had to unload barrels.
Nel 1974 venne annullata la riabilitazione del 1969. Venne così nuovamente incarcerato per scontare i quattro rimanenti anni della primitiva sentenza. Successivamente fu rilasciato in seguito alle non buone condizioni di salute. Perse il suo lavoro di spazzino entrando nella lista dei disoccupati finché non trovò un posto come magazziniere in una fabbrica di prodotti chimici, dove svolgeva il suo lavoro di scaricatore di barili. La sua "via crucis" di operaio è durata fino al compimento del suo sessantesimo anno.
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His family was materially poor but rich in the Catholic faith. He was the 12th of 13 children. When he was barely three years old, his mother Kaja, died. His father remarried and the little Vinko with his other brothers and sisters found a new mother in his step-mother Ana, who brought him up as if he were her own son.
Già da bambino ha mostrato una grande religiosità che ha respirato in famiglia, dove ogni sera tutti, in ginocchio, recitavano il Santo Rosario. Era suo padre Ivan a guidare la preghiera. Oltre alla famiglia, un grande influsso sulla sua vita e sul suo profilo spirituale l'ha avuto il monastero Marija Zvijezda dei Trappisti situato non lontano del suo paese natale. E sarà proprio uno dei monaci, P. Ante Artner, ad aiutarlo - con i soldi ricavati dalla vendita della sua moto - a sostenere la retta del Seminario Minore di Zagabria.
  Rosario dei Migranti e ...  
Hail, Holy Queen, Mother of Mercy, our life, our sweetness, and our hope. To you we cry, poor banished children of Eve. To you we send up our sighs, mourning and weeping in this valley of tears. Turn then, O most gracious advocate, your eyes of mercy toward us, and after this our exile, show unto us the blessed fruit of your womb, Jesus.
Salut ô Reine, Mère de miséricorde, notre vie, notre consolation, notre espoir, salut. Enfants d’Eve, de cette terre d’exil nous crions vers vous; vers vous nous soupirons, gémissant et pleurant dans cette vallée de larmes. O vous, notre Avocate, tournez vers nous vos regards compatissants. Et, après cet exil, obtenez-nous de contempler Jésus, le fruit béni de votre sein, ô clémente, ô miséricordieuse, ô douce Vierge Marie.
Dios te salve, Reina y Madre de misericordia, vida, dulzura y esperanza nuestra; Dios te salve. A ti llamamos los desterrados hijos de Eva; a ti suspiramos, gimiendo y llorando en este valle de lágrimas. Ea, pues, Señora, abogada nuestra, vuelve a nosotros esos tus ojos misericordiosos; y después de este destierro muéstranos a Jesús, fruto bendito de tu vientre. ¡Oh clementísima, oh piadosa, oh dulce Virgen María!
  cardinali_bio_etchegara...  
On 8 April 1984 he was called to Rome and was nominated President of the Pontifical Council of Justice and Peace (he stayed until 24 June 1998) and President of the Pontifical Council Cor Unum (he stayed until 2 December 1995). Throughout the years, Cardinal Etchegaray has always carried out an untiring service in favor of peace, human rights and needs of the poor, bringing the message and love of the Pope to many nations.
L'8 aprile 1984 è stato chiamato a Roma e nominato dal Papa Giovanni Paolo II Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (incarico mantenuto fino al 24 giugno 1998) e Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum" (fino al 2 dicembre 1995). In tutti questi anni il Card. Etchegaray ha svolto un instancabile servizio a favore della pace, dei diritti umani e dei bisogni dei più poveri, portando in numerosissime nazioni di ogni parte del mondo il messaggio e la carità del Papa.
  cardinali_bio_santos-do...  
He founded the Caritas of Mozambique and was its first president. He promoted programs to help the poor, refugees and victims of drought. He was also dedicated to promoting new relations among the ecclesial communities of countries which were Portuguese colonies: Angola Cape Verde, Guinea Bissau, Sao Tomé and Principe.
Dopo l'indipendenza del Mozambico dal Portogallo, il 23 dicembre 1974 è stato eletto da Papa Paolo VI Arcivescovo di Maputo. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 9 marzo successivo. Assumendo il governo pastorale della Chiesa locale, istituita nel 1940 con il nome di Lourenço Marques, si è impegnato a fondo in favore del popolo afflitto dalla guerra civile e dalle calamità naturali. Ha fondato la Caritas del Mozambico e ne è stato primo Presidente. Ha promosso programmi di aiuto per i poveri, per i rifugiati e per le vittime della siccità. Si è inoltre impegnato nel promuovere nuove relazioni tra le comunità ecclesiali dei Paesi che furono Colonie portoghesi: Angola, Capo Verde, Guinea Bissau, São Tomé e Principe.
  Pontificio Consiglio «C...  
It is precisely this Christian inspiration that helps us to better understand the needs of the poor. Confirming the divine dimension of charity, and therefore its connection to evangelization, does not mean disregarding human poverty.
C'est cet esprit chrétien qui nous fait vraiment découvrir en profondeur la détresse des pauvres. La dimension divine de la charité et son lien avec l'évangélisation sont ainsi mis en lumière, ce qui ne veut pas dire qu'il faut fermer les yeux sur la pauvreté humaine, mais au contraire pousser son regard jusqu'au besoin le plus intime de l'homme, ainsi que l'enseignait le Pape Paul VI dans son encyclique Populorum Progressio (n.21). Cela implique de regarder au cour de sa souffrance, de sa solitude, de son abandon et de lui annoncer que le Christ est présent là-même et qu'il l'aime. C'est ce que Benoît XVI souligne également : « Souvent, c'est précisément l'absence de Dieu qui est la racine la plus profonde de la souffrance » (DCE n. 31 c). C'est également le lieu de l'Eglise et de ses institutions caritatives. Je suis persuadé que c'est la profondeur de ce regard qui a permis à l'activité de l'Eglise dans ce domaine d'obtenir de résultats et d'être universellement appréciée. Nous pouvons de la sorte donner l'occasion à une société qui souvent ne connaît pas Dieu d'expérimenter concrètement qu'Il est amour et qu'Il prend soin des ses enfants. Cor Unum déploie cette mission grâce à des interventions ciblées faites au nom du Saint Père, mais surtout en sauvegardant au sein de l'Eglise le vrai sens de la pastorale de la charité.
Aus dieser christlichen Grundhaltung heraus können wir die Nöte der Armen deutlicher wahrnehmen. Die Betonung der göttlichen Dimension christlicher Nächstenliebe und ihre Verbindung mit der Evangelisierung geht nicht damit einher, vor menschlicher Not die Augen zu schließen, sondern hilft im Gegenteil dazu, den Blick auf ihre tiefsten Bedürfnisse zu richten, wie schon Paul VI. in seiner Enzyklika Populorum Progressio gelehrt hat (Nr. 21). Es bedeutet, den eigentlichen Ursprung des Leides, der Einsamkeit und des Verlassenseins zu erkennen, um genau dort die Gegenwart des liebenden Christus aufzuzeigen. Papst Benedikt XVI. drückt es so aus: "Oft ist gerade die Abwesenheit Gottes der tiefste Grund des Leidens" (DCE, 31). Das ist auch die Meinung der Kirche und ihrer karitativen Institutionen. Ich bin davon überzeugt, dass gerade dieses Faktum offenbaren wird, ob das Engagement der Kirche im karitativen Bereich Frucht bringen und deshalb allgemein geschätzt werden wird. Im Kontext einer Gesellschaft, die Gott oft nicht kennt, können wir so deutlich erfahrbar machen, dass Er die Liebe selbst ist und sich um seine Kinder sorgt. Cor unum verfolgt dieses Anliegen durch besondere Maßnahmen im Namen des Heiligen Vaters, aber auch vor allem dadurch, dass in der Kirche die eigentliche, wesentliche Bedeutung der karitativen Pastoral lebendig erhalten wird.
Precisamente esta inspiración cristiana nos ayuda a ver más en profundidad las necesidades de los pobres. Confirmar la dimensión divina de la caridad y, por tanto, su vínculo con la evangelización no significa cerrar los ojos ante la pobreza humana, sino al contrario, significa ahondar la mirada hasta la raíz de la necesidad del hombre, como ya enseñaba Pablo VI en su encíclica Populorum Progressio (n. 21). Significa mirar al corazón de su sufrimiento, de su soledad y de su abandono, para anunciarle, allí, la presencia de Cristo que lo ama. Así se expresa también Benedicto XVI: "Con frecuencia, la raíz más profunda del sufrimiento es precisamente la ausencia de Dios" (DCE, 31). Este es también el lugar de la Iglesia y de las instituciones de caridad de la Iglesia. Creo que precisamente esta mirada profunda hace que la actividad de la Iglesia en este sector haya obtenido numerosos resultados y habitualmente sea tan apreciada. Así, para una sociedad que a menudo no lo conoce, podemos hacer que se experimente concretamente que Dios es amor y cuida de sus hijos. Cor Unum lleva a cabo esta misión con intervenciones específicas en nombre del Santo Padre, pero sobre todo manteniendo vivo en la Iglesia el verdadero significado de la pastoral de la caridad.
E' proprio questa ispirazione cristiana che ci aiuta a vedere più in profondità i bisogni dei poveri. Ribadire la dimensione divina della carità e dunque il suo legame con l'evangelizzazione non significa chiudere gli occhi sulla povertà umana, ma al contrario, significa spingere lo sguardo fin nel profondo del bisogno dell'uomo, come già insegnava Paolo VI nella sua enciclica Populorum Progressio (n. 21). Significa guardare al cuore della sua sofferenza, della sua solitudine e del suo abbandono, per annunciargli, lì, la presenza di Cristo che lo ama. Così si esprime anche Benedetto XVI: "Spesso è proprio l'assenza di Dio la radice più profonda della sofferenza umana" (DCE, 31). Questo è anche il posto della Chiesa e delle istituzioni di carità della Chiesa. Credo che proprio questo sguardo profondo faccia sì che l'attività della Chiesa in questo settore abbia ottenuto tanti risultati e sia così comunemente apprezzata. Per una società che spesso non lo conosce, possiamo così far sperimentare concretamente che Dio è amore e ha cura dei suoi figli. Cor Unum svolge questa missione con interventi specifici a nome del Santo Padre, ma soprattutto tenendo vivo nella Chiesa il vero significato della pastorale della carità.
  Rosario dei Migranti e ...  
“It is important that these same [foreign] students should be aware of their responsibility towards their homeland. One of the keys to its development is in their hands: they must not shrink from this responsibility! They must not deprive their homeland of the skills that they have acquired as physicians, engineers, agronomists or experts in one field or another of social life. As Christians they must feel obliged to make a Gospel option of service to the poor, thus becoming living stones of the community that begot them in the faith. They will therefore diligently attend to their cultural improvement and spiritual formation, in order to be peacemakers and messengers of a more united, reconciled and free world” (John Paul II, Message to the First Congress of Foreign Students [September 16, 1996], No. 4, Insegnamenti, XIX, 2, p. 366).
« Il est important que les étudiants (à l’étranger) eux-mêmes soient conscients des responsabilités qu’ils ont envers leur Patrie. Une des clés de son développement est entre leurs mains: qu’ils ne se soustraient pas à de telles responsabilités! Qu’ils ne privent pas leur patrie des compétences qu’ils ont acquises en tant que médecins, ingénieurs, agronomes, experts dans l’un ou l’autre domaine de la vie en société. En tant que chrétiens, ceux-ci ne peuvent pas ne pas sentir l’engagement à faire un choix évangélique pour le service des pauvres, devenant ainsi des pierres vivantes de la communauté qui les a engendrés à la foi. Dans cette perspective, ils s’occuperont avec soin de leur propre perfectionnement culturel et de leur formation spirituelle, pour être des agents de paix et des messagers d’un monde plus uni, davantage réconcilié et plus libre » (Jean Paul II, Message au 1er Congrès des Etudiants à l’Etranger [16.9.1996], n° 4, Insegnamenti, XIX, 2, p. 366).
«Es importante que los mismos estudiantes (extranjeros) sean conscientes de la responsabilidad que tienen con respecto a su patria. En sus manos tienen una de las claves de su desarrollo: no deben eludir esta responsabilidad. No deben privar a su patria de la calificación que han adquirido como médicos, ingenieros, agrónomos y expertos en algún campo de la vida social. Como cristianos, no pueden menos de sentir el compromiso de hacer una opción evangélica de servicio a los pobres, convirtiéndose así en piedras vivas de la comunidad que los ha engendrado en la fe. Desde esta perspectiva, se han de esforzar por alcanzar la perfección cultural y la formación espiritual, para ser constructores de paz y mensajeros de un mundo más unido, más reconciliado y más libre” (Juan Pablo II, Mensaje al I Congreso de Estudiantes Extranjeros [16.9.1996], n. 4, Insegnamenti, XIX, 2, p. 366).
«È importante che gli stessi studenti (esteri) siano consapevoli delle responsabilità che hanno nei confronti della loro Patria. Nelle loro mani è una delle chiavi del suo sviluppo: non si sottraggano a tali responsabilità! Non privino la loro Patria delle competenze che hanno acquisito come medici, ingegneri, agronomi, esperti nell'uno o nell'altro campo del vivere sociale. Come cristiani, essi non possono non sentire l'impegno di fare una scelta evangelica di servizio ai poveri, diventando così pietre vive della Comunità che li ha generati alla fede. In questa prospettiva essi attenderanno con solerzia al proprio perfezionamento culturale ed alla formazione spirituale, per essere operatori di pace e messaggeri di un mondo più unito, più riconciliato e più libero» (Giovanni Paolo II, Messaggio al 1° Congresso degli Studenti Esteri, [16.9.1996], n. 4, Insegnamenti, XIX, 2, p. 366).