trank – -Translation – Keybot Dictionary

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  Cucina - cucina  
Als Defuk in den darauffolgenden Tagen dort ankam, trank er reichlich von jenem vorzüglichen Wein und er kehrte bei seiner Rückreise erneut ein, um danach nicht mehr in seine Heimat nach Deutschland zurückzukehren.
Sopraggiunto nei giorni successivi, Defuk bevve abbondantemente quel vino prelibato, tanto che vi ripassò al ritorno, per non più ritornare al suo paese di origine, la Germania. Alla morte del Defuk si seppe che il comune aveva avuto da lui un lascito, con la clausola che si sarebbe impegnato a versare sulla sua tomba (nel Tempio di San Flaviano) un barile di quell'ottimo vino ad ogni ricorrenza del trapassato. Tale consuetudine, di sapore pagano, venne poi interrotta dal Cardinale Barbarigo.
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Lancerio liefert uns bei seiner Beschreibung dieser Weine auch Nachrichten über die Wirklichkeit des Reiches von Neapel: während er so vom Wein von Fistigno spricht, schreibt er: «Er ist rot und kommt aus dem Reich von Neapel, von einem Ort auf dem Berg von Somma. Dieser Wein nennt sich Fistignano, nach der Sorte oder der Rebsorte der Trauben. An diesem Ort gibt es botanisierte Weinstöcke und ziemlich rote und süße Trauben, und sie machen den Wein reif und süß und kräftig in der Farbe. Es gibt trockene und sie sind ausgezeichnete Weine. Um seine Perfektion kennen zu lernen, sollte er nicht so kräftig in der Farbe sein und Stärke haben, er soll also kräftig sein, und nicht schwach und wässrig, und vor allem sollte er Duft haben. Von diesen Weinen trank seine Heiligkeit gerne und er machte ihm Ehre. Der beste Wein, den man macht, ist von dem Besitz von Monsignore Domenico Terracina, doch er kommt selten nach Rom, da die Vizekönige ihn für sich haben wollen, und gewiss ist er ein gutes Getränk».
Il Lancerio nel descrivere questi vini ci fornisce anche notizie sulla realtà del Regno di Napoli: così parlando del vino di Fistigno scrive: «È rosso e viene dal Regno di Napoli, da un luogo sopra la montagna di Somma. Tale vino si domanda Fistignano rispetto alla sorte o viticcio dell'uva. In questo luogo sono vigne erborate et uva assai rossa e dolce, e fa il vino maturo e dolce e carico di colore. Ci sono anco degli asciutti e sono ottimi vini. A voler conoscere la loro perfezione vuole essere scarico di colore et abbia polso (= forza), cioè sia gagliardo, né molle (= debole, acquoso) né matroso, e sopra tutto abbia odore. Di tali vini S. S. beveva volentieri e gli faceva onore. Il meglio vino che si faccia è della possessione di Mons. Domenico Terracina, ma raro viene a Roma, perché i Viceré lo vogliono per loro, e certo è buona bevanda».
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«Er kommt aus einem Landstrich, der Chiarella (= Cirella, in der Provinz Cosenza) genannt wird, in der Provinz Kalabrien, drei Meilen vom Meer entfernt. Dieser Wein ist sehr gut und wurde von Seiner Heiligkeit und von allen Prälaten des Hofs geschätzt. Sehr viele verkaufen sich als Chiarello, aber um zu wissen, ob er aus Chiarella ist und um ihn in bester Qualität kennenzulernen, sollte der Wein von kräftiger Farbe sein, mehr als das Gold, und ziemlich wohlriechend, denn ohne Bukett wäre er aus Grisolia oder Orsomazzo, nahen Orten, obschon sie in Ripa als Chiarelli verkauft werden. Von dieser Sorte Wein trank Seine Heiligkeit das ganze Jahr über, er begann ihn ab Anfang März zu trinken, den ganzen Herbst hindurch. Und dieses Getränk hat nicht seinesgleichen, doch wenn man ihn bis zum Herbst retten möchte, muss man ihn im Frühling in großen Mengen nehmen und an einen kühlen und ruhigen Ort legen, und ihn roh (= noch nicht gereift) nehmen, duftend und groß (mit hohem Alkoholgehalt), damit die Wärme ihn reifen lässt».
Qualche indicazione in più si ha dopo il 1500; Sante Lancerio, vissuto nel XVI secolo nella famosa lettera indirizzata al cardinale Guido Ascanio Sforza intorno alla natura e qualità dei vini ricorda con parole di apprezzamento «La Centula», «Il vino di Ciragio», «Il vino Pesciotta», ma soprattutto «Il vino Chiarello», per il quale le lodi sono sperticate. «Viene da una terra denominata Chiarella (= Cirella, in provincia di Cosenza), nella provincia di Calabria distante dal mare tre miglia. Questo vino è molto buono et era stimato da S. S. e da tutti li prelati della corte. Ne vengono assai, i quali si vendono per Chiarello, ma volendo conoscere se siano di Chiarella e la loro perfetta bontà, bisogna che sia di colore acceso più che l'oro et odorifero assai, ché non odorando sarebbe di Grisolia od Orsomazzo, luoghi vicini, ancorché alla Ripa si vendano per Chiarelli. Di tale sorte vino tutto l'anno bevevo S. S. e lo cominciava a bere dal principio di marzo per tutto l'autunno. E non ha bevanda pari, ma volendolo salvare alla stagione d'autunno, bisogna si pigli alla barca nella primavera e mettisi in luogo fresco e che non senta travaglio, e pigliarlo crudo (= non ancora maturato), odorifero e grande (= di forte gradazione), che il caldo lo maturerà».
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Die Hüllen mit den Kastanien wurden in großen Körben aus "strope" gesammelt (die gleichen dienten zuweilen dazu, die Gelege um die Henne herum zusammen zu halten) und mit den "bec", großen, von Menschen gezogenen Schlitten aus Holz, ins Tal gebracht, wobei es sich angesichts des starken Gefälles der Wege auf den Hügeln und des mittelhohen Gebirges mehr um Bremsen als um Ziehen handelte. Die Kastanien waren im "granaro" (Kornkammer) eine sichere Nahrungsreserve und ein Festessen, besonders wenn man Wein dazu trank, am besten neuen Wein, noch süß und trüb.
E le castagne che per tanto tempo sono state fondamentale sostentamento delle genti di montagna. «Ci fu un tempo - scrive sempre il Maffioli - e neppure lontanissimo, in cui le castagne erano il pane della gente di mezza montagna. L'autunno era la loro stagione, e si andava sulle colline a "batterle" con le pertiche, e armati di guantoni le si toglieva dai ricci e via via le si poneva in un sacco, oppure si raccoglievano coi ricci ancora chiusi che, portati a casa, tolti dalle castagne e ben asciugati servivano anche a "mantegner le bronze sul fogolaro" (a mantenere la brace nel focolaio) emanando un gradevole profumo amarognolo. I ricci con le castagne venivano raccolti in grandissimi panieri di "strope", quelli stessi che servivano a volte a tener raccolte le covate intorno alla chioccia, e portati a valle coi "bec", delle grandi slitte di legno, a traino umano, più che un trainare era un frenare dati i forti pendii dei viottoli di collina e di mezza montagna. Le castagne erano nel "granaro" una sicura riserva di alimento ed era un cibo festoso specie se lo si accompagnava al vino, magari nuovo, ancora dolce e torbidetto. Tale abbinata "castagne vin novo" era la protagonista di tutte le sagre e le fiere d'autunno, dove apparivano numerosissimi i fornelletti a carbone con le "farzose sbusae" e le castagne tenute in caldo, appena cotte, in un cesto sotto una coperta di lana. Si andava alla Fiera o alla Sagra nella periferia di una città o al centro di un paese: un litro di "vin dolce", ancora con poco grado, adatto anche ai bambini, e un gran "scartozzo" di castagne e poi a casa non si cenava più, si beveva tutt'al più un po' di latte con il caffè di "fondi e de orzo". Si andava quindi a letto per ritrovare nei sogni dell'infanzia e dell'adolescenza la vertigine di certe giostre, della "bissa bova" delle "montagne russe", dei "careghini volanti" e degli ineffabili bellissimi "cavallini", avendo ancora all'orecchio l'eco degli organini e dei carillon. Tempo felice in cui l'orizzonte dei nostri desideri era limitatissimo, e prima di dormire magari si succhiava l'ultimo pezzo di "tiramola" serbato per l'estrema consolazione della giornata. In casa le castagne erano forse più frequentemente bollite e, magari, se l'addetta ai fornelli era paziente, anche prima pelate e poi aromatizzate con semi di finocchio. Passate le castagne restavano le "stracaganasse", le castagne secche da sgranocchiare e anche da cuocere, in molti e gradevoli modi, specie per le carenti
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. Interessant ist, was er vom «Vino Sucano» schreibt: «Er kommt nach Rom auf den Rücken von Maultieren und Lasteseln. Diese Weine sind zum größten Teil rot, und es handelt sich um wirklich perfekten Wein, sowohl für den Winter als auch für den Sommer. Sucano ist ein Schlösschen, das zwei Meilen von Orvieto entfernt ist, und nach dem Wein Monterano gibt es keinen vergleichbaren Rotwein. Solche Weine sind duftend, wunderschön und kräftig, mehr als der Monterano, aber sie haben nicht viel Geruch. Um ihn in seiner Perfektion kennen zu lernen, muss er duftend sein, schön und nicht herb. Es gibt sehr perfekte Weißweine für den Winter, mit einem süßen Hauch, aber sie sollten scharf sein, und nicht fett. Wenn man den Roten für den Sommer möchte, sollte man ihn roh nehmen, und von einem alten Rebstock, da der alte Rebstock diese Eigenschaft hat, wenn er den Wein lieblich macht, erhält er ihn, und wenn er ihn trocken macht, erhält er ihn; der junge macht das Gegenteil. Von diesem Wein trank Seine Heiligkeit gerne, besonders wenn er in Orvieto war. Hauptmann Jeronimo Benincasa (= eine nicht identifizierbare historische Persönlichkeit; wahrscheinlich handelt es sich um einen Funktionär der Kurie, in der Zeit von Paul III.) machte guten Vorrat und ließ ihn nach Rom und auf die Reise mitnehmen».
Fra quelli citati molti provengono dal Napoletano. Così il «Greco di Somma», il «Greco di Posilico (= Posillipo)», il «Greco d'Ischia», il «Greco di Torre» ecc. Interessante quanto scrive del «Vino Sucano»: «Viene a Roma per schiena di muli e per some. Tali vini sono per la maggior parte rossi, et è perfettissimo vino sì per il verno quanto per la state. Sucano è un castelletto distante da Orvieto due miglia, e dopo il vino Monterano non ha pari bevanda per vino rosso. Tali vini sono odoriferi, bellissimi e polputi (= gagliardi, di molta sostanza) più che il Monteranno, ma non hanno tanto odore. A voler conoscere la loro perfezione, vuole essere odorifero, bello e non agrestino. Ci sono delli bianchi molto perfetti per il verno, con una vena di dolce, ma vogliono essere mordenti, non grassi né matrosi. Volendo il rosso per la state, si vuole pigliare crudo, e sia di vigna vecchia, ché la vigna vecchia ha questa proprietà, che se fa il vino amabile lo mantiene e se lo fa asciutto lo mantiene; la giovane fa il contrario. Di questo vino S. S. beveva volentieri, massime quando era in Orvieto. Il capitano Jeronimo Benincasa (= personaggio storico non identificabile; si tratta, probabilmente, di un funzionario di Curia, all'epoca di Paolo III) faceva buona provvisione e lo faceva portare a Roma et in viaggio».
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Er ist zum größten Teil rot, und es sind perfekte Weine. Von diesem Wein brachten die Ordensbrüder der Klause von Camaldoli jedes Jahr große Fässer und sie schenkten ihn Seiner Heiligkeit, die ihn gerne trank.
It is for the major part red, and are perfect wines. Of this wine every year the hermit monks of Camaldoli took it in barrels or one or two casks, and donated it to H.H. who drank it willingly. The wine is very good, but has too much colour, and is raw. Of this wine H.H. would never drink it at mealtimes, but in the evening before going to bed, because it relaxed the phlegm and reduced the catarrh, maximum in the month of October between the new vines and the old.
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Er ist zum größten Teil rot, und es sind perfekte Weine. Von diesem Wein brachten die Ordensbrüder der Klause von Camaldoli jedes Jahr große Fässer und sie schenkten ihn Seiner Heiligkeit, die ihn gerne trank.
It is for the major part red, and are perfect wines. Of this wine every year the hermit monks of Camaldoli took it in barrels or one or two casks, and donated it to H.H. who drank it willingly. The wine is very good, but has too much colour, and is raw. Of this wine H.H. would never drink it at mealtimes, but in the evening before going to bed, because it relaxed the phlegm and reduced the catarrh, maximum in the month of October between the new vines and the old.
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Er ist volkommen, im Winter wie im Sommer, und besser ist der Rote im Sommer, dessen bin ich sicher. Diese Weine haben Bukett, Farbe und Geschmack, und gerne trank Seine Heiligkeit davon, nicht so sehr in Rom, wohin sie ihm in Korbflaschen gebracht wurden, sondern noch in Perugia.
It is perfect in the winter as well as the summer, the red is better in the summer, I am certain. These wines have smell, colour and taste and H.H. drinks it willingly, not much in Rome where they are brought in flasks, but still in Perugia. Marcello Cervino, then Papa and asked for by Marcello II, who did not reign above twenty days, and Tarugio Tarugi Roman Senator, who made competition of who could donate the best. If you want to know the goodness of this wine, it must give off an odour, polputo, not agrestino, nor full of colour. It is at its best in the summer, in the great heat, raw and the vines old. Of this type H.H. drinks willingly, and gives honour to the wine and presente1 to the donators, in Rome as well as Perugia, therefore it is a wine for the lords. Monepulciano is in the Florentine state.
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Er ist volkommen, im Winter wie im Sommer, und besser ist der Rote im Sommer, dessen bin ich sicher. Diese Weine haben Bukett, Farbe und Geschmack, und gerne trank Seine Heiligkeit davon, nicht so sehr in Rom, wohin sie ihm in Korbflaschen gebracht wurden, sondern noch in Perugia.
It is perfect in the winter as well as the summer, the red is better in the summer, I am certain. These wines have smell, colour and taste and H.H. drinks it willingly, not much in Rome where they are brought in flasks, but still in Perugia. Marcello Cervino, then Papa and asked for by Marcello II, who did not reign above twenty days, and Tarugio Tarugi Roman Senator, who made competition of who could donate the best. If you want to know the goodness of this wine, it must give off an odour, polputo, not agrestino, nor full of colour. It is at its best in the summer, in the great heat, raw and the vines old. Of this type H.H. drinks willingly, and gives honour to the wine and presente1 to the donators, in Rome as well as Perugia, therefore it is a wine for the lords. Monepulciano is in the Florentine state.
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lebte, hat dem sizilianischen Wein in einem an Kardinal Guido Ascanio Sforza gerichteten Brief über die Natur und die Qualität der Weine, den man als die Basis der italienischen önologischen Literatur bezeichnen kann, einen großen Abschnitt gewidmet, in dem er schreibt wie folgt: «Er kommt von der so bezeichneten Insel. Es kommen mehrere Sorten davon und zwar aus mehreren Orten der besagten Insel, weiße und rote, doch im allgemeinen mehr weiße als rote. Die Weißweine haben eine wunderschöne Farbe und einen großartigen Duft, aber sobald man ihnen Wasser zeigt, verlieren sie sogleich ihr Bukett und ihren Geruch, und jedes, wenn auch wenig, Wasser erschlägt sie. Es ist gut, den Roten im Herbst zu trinken und den Weißen bei großer Hitze. Doch sie haben einen Nachteil: bei Hitze verköcheln sie und bei Kälte werden sie fehlerhaft und verändern sich in der Farbe; aber sie werden nicht nur stark, sondern kehren in frischen Zeiten wieder in ihren ursprünglichen Zustand zurück. Von diesem Wein trank Seine Heiligkeit nur den roten, der etwas blass in der Farbe war, und so kamen in seiner Amtszeit nur wenige davon bis nach Ripa. Die aus Palermo sind viel besser als die aus anderen Orten der Insel, es sind also Familienweine».
Così egli scrive del vino siciliano: «Viene dall'isola così nominata. Ne vengono di più sorti e da più luoghi di detta isola, bianchi e rossi, ma generalmente più bianchi che rossi. Li bianchi hanno un colore bellissimo et odore grandissimo, ma come se li mostra l'acqua subito perde il suo profumo et odore, et ogni poca l'acqua ammazza. È buono bere il rosso nell'autunno, et il bianco alli caldi grandissimi. Ma hanno un difetto, che alli caldi sobbollono, et alli freddi imbalordiscono (= si viziano) e mutano di colore; ma non già che si facciano forti, ché alli tempi freschi ritornano nel loro pristino stato. Di tale vino S. S. non bevevo che già non fosse stato del rosso scarico di colore, ancorché nel suo Pontificato pochini venivano alla Ripa. Molto meglio sono quelli di Palermo che di altri luoghi di quest'isola, sicché sono vini da famiglia».
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Weine dieser Sorte und dieses Wohlgeschmacks ließ Herr Bindo Altoviti(4) nach Rom kommen und er schenkte sie Seiner Heiligkeit, die sie gerne im Herbst trank, zwischen der neuen und der alten Jahreszeit.
Viene da un porto e villa nel Monte Argentaro, e rare volte sono buoni, ma quando sono nella loro perfezione non è pari bevanda, massime quelli della vigna che fece piantare Agostino Chigi(5) senese. Il sapore di tale vino vuole essere amabile e non fumoso, et abbia del suo moscato(6), perché in tali vigne sono assai moscatelli. Il vino vuole avere colore dorato e non grasso né agrestino, atteso che per la delicatezza presto si farebbe forte. Tale sorta di vino era molto grata a S.S. et a molti prelati. E quando si trovava nella sua perfezione S.S. faceva onore al vino, massime all'inverno. E quando S.S. lasciò il mondo ne beveva, e più volte disse non avere avuto nel suo pontificato migliore né pari bevanda. Ma dubito che per molto tempo a Roma non ne venirà, rispetto alli soldati che hanno tagliate quasi tutte le vigne(7). Grandissimo peccato!