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  Istarski tradicionalni ...  
From the manuscript of Božidar Oplanić, Istrian folk songs, Belgrade 1968. From the documentation of the Institute of Ethnology and Folklore in Zagreb, IEF 920th
Dal manoscritto di Božidara Oplanić, Istarske narodne pjesme, Belgrado 1968. Dalla documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria, IEF rkp 920.
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Anton Peteh plays the šurle he created himself. A clip from the movie "Nasrid Istre jedna gora." Author: Igor Michieli, TV Zagreb, in 1972.
Anton Peteh suona le šurle da lui costruite. Uno spezzone del film “Nasrid istre jedna gora”. Autore: Igor Michieli, TV Zagreb, 1972.
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Ethnographic Museum, Zagreb
Museo etnografico, Zagabria
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Mate Maružin-Žliga playing vidalice (dvojnice). Kanfanar, 1963. Photo: Josip Milićević. From the documentation of the Institute of Ethnology and Folklore in Zagreb, IEF Photo 2911.
Mate Maružin-Žliga suona le vidalice (dvojnice). Canfanaro, 1963. Autore: Josip Milićević. Dalla documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria, IEF foto 2911.
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Anton Peteh with his wife in the courtyard. Petešljari (Žminj), 1963. Photo by Josip Milicevic. From the documentation of the Institute of Ethnology and Folklore in Zagreb, IEF Foto 2884.
Anton Peteh con la moglie nel cortile di casa sua. Petešljari (Gimino), 1963. Autore: Josip Milićević. Dalla documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria, IEF foto 2884.
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Promotional flyer of the workshop "Original Istrian souvenirs." Source: Miličević, Josip. 1988 Narodna umjetnost Istre. Zagreb: Zavod za istraživanje folklora., p. 121.
Volantino promozionale del negozio “Souvenir istriani originali”. Fonte: Miličević, Josip. 1988 Arte popolare d’Istria. Zagabria: Istituto di ricerche e di folklore, pag. 121.
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Martin Glavaš and his brother Blaž play šurle and sopela in pair. Grožnjan, 1988. Photo: Svanibor Pettan. From the documentation of the Institute of Ethnology and Folklore in Zagreb, IEF photo 38489.
Martin Glavaš e il fratello Blaž suonano in coppia le šurle e il piffero. Grisignana, 1988. Autore: Svanibor Pettan. Dalla documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria, IEF foto 38489.
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Božidar Oplanić in costume with a mih with šurle. From: Bozidar Oplanić: Istrian folk songs, Belgrade 1968. From the documentation of the Institute of Ethnology and Folklore in Zagreb, IEF 920th
Božidar Oplanić nell'abito popolare con il mih con le šurle. Fonte: Božidar Oplanić: Istarske narodne pjesme, Belgrado 1968. Dalla documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria, IEF rkp 920.
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Special thanks to the department for documentation of the Institute of Ethnology and Folklore Research in Zagreb for their cooperation and for the permission to use and publish valuable material from their documentation holdings.
Questo progetto è stato realizzato con il supporto dell'Assessorato alla cultura della Regione Istriana e dell Ministero della cultura della Repubblica Croata. Ringraziamo particolarmente il Dipartimento per la documentazione dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria per la cooperazione, e lo stesso Istituto per il permesso di utilizzare e pubblicare il materiale prezioso dal loro fondo di documentazione.
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The Institute of Ethnology and Folklore Research was founded in 1948 in Zagreb. The members of the Institute are experts in a variety of disciplines, such as: ethnology, cultural anthropology, folklore studies, literary theory, theatre studies, music studies, choreology, and art history.
L'Istituto di etnologia e folklore è stato fondato a Zagabria nel 1948. I membri dell'Istituto son esperti in diverse discipline, tra le quali: etnologia, antropologia culturale, gli studi di folklore, studi teatrali, musicologia, coreologia e storia dell'arte. Gli studiosi sono impegnati nelle ricerche interdisciplinari dei fenomeni e processi culturali contemporanei e storici.
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After the last update of the database with new collections from Labin, Poreč and Trieste museums, we moved forward. You can explore now also the instruments from the museum collections in Buzet , from the Ethnographic Museum and from the Institute of Ethnology and Folklore Research in Zagreb.
La collezione virtuale degli strumenti musicali tradizionali dell'Istria continua a crescere! Dopo gli ultimi aggiornamenti con gli strumenti musicali provenienti dai musei di Albona, Parenzo e Trieste, siamo andati avanti. Adesso potete esplorare anche quelli del Museo di Pinguente, del Museo etnografico e dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria. La novità consiste anche nell'interessante collezione delle cornamuse proveniente dalle isole di Cherso e di Lussino, appartenenti soprattutto a persone private. Vi invitiamo ancora ad esplorare le collezioni e a conoscere meglio il progetto; condividete le informazioni con altre persone e partecipate attivamente alla creazione dei nuovi contenuti in questa collezione virtuale dedicata agli strumenti musicali tradizionali dell'Istria.
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That collection was included in 1991 into the Registry of Movable Monuments of Culture of the Regional Institute for the Protection of Monuments of Culture in Zagreb and is as a whole a monument of culture of the “0” and “I” category.
Gli etnomusicologi volgono la propria attenzione agli aspetti antropologico-culturali dei fenomeni musicali, dedicando il proprio interesse alle identificazioni musicali del gruppo e delle comunità unite in diverse dimensioni di identità collettive come anche alla musica pop. Gli etnocoreografi espandono il proprio focus, includendo allo studio di danza rurale e tradizionale anche agli avvenimenti di danza urbana, contemporanea e quotidiana. Sia gli etnomusicologi che gli etnocoreografi partecipano attivamente alla creazione e all'implementazione del programma riferito ai beni culturali immateriali. Oltre alle pubblicazioni scientifiche e alla partecipazione a convegni, le attività previste dall'IEF includono la collaborazione nell'insegnamento, lo svolgimento di forum pubblici, le ricerche applicate, la produzione di perizie ecc. L'IEF è noto per la sua biblioteca specialistica e per la documentazione che essa conserva.
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What we found was one photograph of him playing the dvojnice which was taken during the field study involving ethnologists from the Institute of Ethnology and Folklore Research in Zagreb (then called the Institute of Folk Art) Stjepan Stepanov and Josip Miličević.
Su alcuni maestri che hanno costruito un numero minore di strumenti conservati nella collezione museale non abbiamo informazioni importanti. Ciò che abbiamo appreso proviene per lo più da altre pubblicazioni, ma anche dagli interlocutori che hanno avuto l'opportunità di incontrare queste persone, e dalle storie di quelli che le conoscevano. E’ certo però che i costruttori di strumenti erano solitamente anche bravissimi suonatori (ad eccezione di Anton Peteh, che fin dalla sua giovinezza aveva problemi con l’udito). Questo è il caso di Romano Živić (1935) di Cere. Le schede d’inventario del Museo etnografico dell'Istria ci dicono che è suo il merito della costruzione di quattro mišnice e tre mih con mišnice conservati nel Museo. Ha iniziato a suonare le sopele in tenera età, e il suo insegnante era il noto sopac (suonatore di sopele) locale Anton Rudan-Domčić, allievo di Ivan Fonović-Zlatela. Oltre ad essere un membro molto attivo della società folkloristica Cere, alla quale lo legano numerose esibizioni, con il suo socio Božo Žgomba insegnava ai giovani suonatori dei dintorni di Gimino a suonare i pifferi e altri strumenti tradizionali istriani. Di Mate Maružin-Žliga si dice che era un bravo costruttore di pifferi, ma che ha fatto assai meno strumenti di altri maestri. Abbiamo trovato una sua foto sulla quale suona il flauto doppio monoxile, scattata durante la ricerca sul campo degli etnologi dell'Istituto di etnologia e folklore di Zagabria (che a quel tempo si chiamava Istituto per l’arte popolare) Stjepan Stepanov e Josip Milićević. Lovro Batel di Batelli, un paesino nella zona di Barbana, era noto come un ottimo suonatore della vecchia generazione, ma su di lui non abbiamo informazioni concrete. Il nipote Alojz è uno dei suonatori più importanti del mih, e il suo sapere lo deve sicuramente allo zio Lovro. L'unico documento materiale su Lovro Batel è una serie di fotografie scattate nel 1982 nel cortile di casa sua, durante la costruzione ed esecuzione sulle mišnice. E’ possibile che proprio queste siano une delle sei mišnice conservate nella collezione museale. Da notare è la fotografia che ci mostra Lovro Batel circondato dai ricercatori, e dove oltre a tre persone, vi è una quarta dietro l’obiettivo. Mario Sandrić è nativo di Roveria, ma vive a Pola. Negli anni Settanta costruiva principalmente pifferi. Come hanno dimostrato i raggi X, il cono della canna di questi strumenti è stato costruito più precisamente che nei pifferi d’altri maestri. Quando