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Hanno raccontato molte storie – e non abbastanza persone le hanno sentite— su quanto ci sia stato di criminale in questa guerra. C’è la violenza, di cui si parla come se nulla fosse. E la disinformazione — perché siamo là, possiamo permetterci di essere là, e dove vanno tutti questi soldi? C’è l’aspetto politico di questo, c’è l’aspetto economico, è tutto intrecciato. Ma questo è l’aspetto umano. Per me è di una violenza incredibile solo guardare quello che Tomas deve affrontare quotidianamente per sopravvivere. Svegliarsi e bere una tazza di caffè. Solo vivere ogni giorno, perché lui si è arruolato il 13 Settembre 2001, e lo ha fatto per combattere la guerra giusta in Afghanistan. Ed è finito in Iraq. Pensava di dover combattere contro i cattivi; poi non sapeva più. Si stava chiedendo perché si trovasse là, e poi è rimasto paralizzato quasi al suo arrivo. E ora deve affrontare questa incredibile sfida. E ti dirò, con molti amici ti capita sempre di dire, ”Bene, se riesci a suprarare questo, andrà meglio” o ”Ti aiuterò a fare andare tutto meglio. Ho questo tizio che se ne occupa, ti aiuteremo.” Per Tomas, non sta andando meglio. In realtà, sta solo andando peggio. Il film di Phil e Ellen è incredibilmente violento, pur non mostrando alcun sangue, o armi, o bombe. Solo quali sono i residui. Ed è più potente di qualsiasi cosa abbia mai visto. Solo una persona. Solo un soldato. Un ferito, e ora ne abbiamo più di 25.000, credo. E poi non ricevono un’assistenza adeguata. Quando è venuto a trovarmi a Seattle, la sedia a rotelle di Tomas non aveva i freni. Era un rottame che il governo gli aveva dato. Guardo i telegiornali che parlano di quanto questi siano grandi uomini e patrioti che combattono per la libertà, ma poi esce la vera storia del Walter Reid [ospedale militare americano che ha suscitato scandalo per le pessime condizioni nelle quali vengono mantenuti i feriti n.d.t.]. La verità è che non stanno dando loro niente, mentre ci sono miliardi e miliardi di dollari che mancano perchè sono finiti tutti nelle mani di facoltosi uomini d’affari che sono in qualche modo collegati con l’amministrazione. L’inettitudine è spaventosa.
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