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“This year – stated Antonio Latella – the line-up of performances, and hence the creation of mini-personal exhibitions, have shown that it is easier, even when time is short and especially with women directors, to perceive the birth, or better yet the evolution of languages. This has obviously stimulated us, for our first Biennale, and as we open our doors onto the next four years, to give the entry pass to women directors. Many of them with a deep critical sense, capable of very naturally developing the union of languages that serve as a bridge between the past century and this one. We have found this concentration on research into language, especially in women directors, to be a requirement, a non-gratuitous necessity that never arises from an aspiration to fame or a career, but a sincere creative urgency”.
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Gli spettacoli 43 anni, da Cracovia, Maja Kleczewska, considerata una delle figure più rilevanti del teatro polacco, lungo una linea che da Kantor arriva a Lupa e Warlikowski (di cui è stata assistente), è il Leone d’argento 2017. A Venezia inaugura il Festival con The Rage (25 e 26 luglio, Teatro Piccolo Arsenale), dall’omonimo testo teatrale di Elfriede Jelinek, che comincia a scriverlo dopo la strage di Charlie Hebdo a Parigi. “Pericolosa eroina di performance rituali e video incentrati sul corpo, (…) il cui fascino si basa sulle reazioni fisiche provocate nell’osservatore”: è Ene-Liis Semper, nata a Tallin nel 1969, acclamata video artista, performer e regista che ha rappresentato l’Estonia alla Biennale Arti Visive 2001. Il suo lavoro interdisciplinare è stato cruciale per lo sviluppo di Theatre NO99, fondato nel 2005 con Tiit Ojasoo, co-autore della maggior parte delle produzioni teatrali della compagnia, invitate ai festival di tutta Europa, da Avignone alla Ruhr Triennale, dal Wiener Festwochen al Golden Mask di Mosca. Alla Biennale Teatro è invitata con due spettacoli. Filth (26 luglio, Teatro alle Tese) e El Dorado, the Clowns’ Raid of Destruction (27 luglio, Tese dei Soppalchi). Un percorso in quattro spettacoli è affidato alla francese Nathalie Béasse (Angers, 1971), che come la Semper ha una formazione pluridisciplinare, legata alla sperimentazione del mondo delle arti plastiche e delle performing arts, prima di portare avanti la sua ricerca con la propria compagnia, fondata nel 1999, interrogandosi sui rapporti tra corpo e oggetto, sulle strutture della narrazione, sui confini tra teatro e danza. Il retaggio della sua formazione artistica si evidenzia nell’attenzione al teatro come materia manipolabile, vettore di sensazioni e immagini, in uno slittamento continuo tra reale e immaginario. Le bruit des arbres qui tombent (28 luglio, Teatro Piccolo Arsenale), Tout semblait immobile (30 luglio, Tese dei Soppalchi), Roses (29 luglio, Teatro alle Tese), Happy Child (31 luglio, Teatro Piccolo Arsenale) sono i titoli in programma.
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