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Chi produce? Nella contemporaneità é la macchina della moltitudine. La produzione è sociale. La forma egemone del lavoro produttivo è il lavoro cognitivo. Siamo definitivamente a fronte di una nuova sequenza: lavoro vivo, lavoro cognitivo, produzione cooperativa (ovvero cooperazione sociale), tessuto biopolitico della produzione ecc. ecc. Il rapporto tra “composizione tecnica” (CT) e “composizione politica” (CP) della forza-lavoro, si è straordinariamente trasformato e complicato. Un tempo la CT costituiva la potenzialità, spesso solo virtuale, talora reale, di una CP adeguata. Ora, nella contemporaneità, nel regime del lavoro cognitivo, virtualità e potenzialità sono implicate reciprocamente nel rapporto e ne costituiscono natura e dinamica. CT e CP, piuttosto che corrispondersi, piuttosto che determinare isomorfismi, si ibridano, si meticciano. Vi era una certa dialettica, per esempio, nelle narrazioni operaie del rapporto storico fra classe (CT) e partito (CP), che si realizzava nella lotta di classe (con i suoi alti e bassi puntuali ma soprattutto nelle sue dimensioni cicliche). Ora, nella attuale condizione biopolitica, questa dialettica non c’è più – o molto meno. Il tessuto biopolitico confonde il rapporto fra CT e CP, ma nel momento stesso lo estende, ne rompe quella dipendenza dall’organizzazione industriale sulla quale, con grande efficacia, ancora si esercitava il comando capitalistico diretto.
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