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La nostra storia parte da lontano. E probabilmente anche dall’alto… è infatti il Monte Amiata a dettare i tempi della nostra terra. Se le prime testimonianze del territorio ci sono offerte da un dipinto primitivo ritrovato nella cosiddetta grotta dell’Arciere, e databile tra il 5000 ed il 3000 a.c, è però con gli Etruschi che la regione conobbe il suo sviluppo. Posto a confine tra l’Etruria settentrionale e meridionale, visibile da tutto il territorio etrusco, l’oramai spento vulcano Amiata rappresentò, oltre che dimora, anche luogo di culto per eccellenza. Il suo stesso nome sembra provenire da Tiniatus, il monte di Tinia, la massima delle divinità etrusche, che in seguito diverrà il Giove romano. Con l’ascesa dei romani, oltre che elemento di divinazione, lo stesso divenne meta di un significativo turismo termale, grazie alla bontà delle sue acque sulfuree. È del VI sec d.c. la discesa dei Longobardi e la creazione dell’Abbazia Benedettina del San Salvatore, posta a controllo della via Francigena, collegamento tra Roma ed il nord Europa. La successiva attività di colonizzazione svolta dai monaci determinò l’inizio della fase di incastellamento del territorio: la rocca Aldobrandesca di Arcidosso, di Campagnatico, di Roccalbegna, i castelli di Porrona, Monte Antico, Potentino, Colle Massari e la stazione pontificia di Vicarello sono solamente alcune delle opere costruite nei
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