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The history starts in 703, when three youths of noble-family from Benevento, choose this extreme zone of the Samnium, close to the sources of Volturno river, to raise the foundations of the monastery with the approval of the duke of Benevento, Gisuifo. At the end of the 8th century, after the privilege issued by the emperor Carlo Magno, the Abbey is thrown in the European wide outline.
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Le vicende della straordinaria città monastica di San Vincenzo al Volturno sono narrate dal Chronicon Vulturnense, codice miniato vergato in beneventano, redatto nel XII secolo da un monaco di nome Giovanni. La storia ha inizio nel 703, quando tre giovani beneventani, di nobile famiglia, scelgono questa estrema zona dei Sannio, vicina alle sorgenti dei fiume Volturno, per erigere il primo nucleo dei monastero con l'approvazione dei duca di Benevento Gisuifo. Alla fine dell'VIII secolo, in seguito al privilegio emanato dall'imperatore Carlo Magno, l'abbazia si proietta nel vasto panorama europeo. Il momento più importante di quest'ascesa, politica e spirituale, è segnato dall'elezione dell'abate Giosuè (792-8 I 7), il quale, attraverso un vasto programma di riorganizzazione architettonica, trasforma San Vincenzo in una delle più importanti città monastiche d'Europa. Questo ambizioso progetto edilizio fu portato avanti dai successori Talarico e Epifanio, i quali portarono a termine queste radicali ristrutturazioni: l'antica chiesa abbaziale fu trasformata in un complesso residenziale, il giardino e il refettorio furono ristrutturati e decorati con cicli pittorici, e furono realizzati lunghi porticati che univano i vari ambienti. Il progetto più ambizioso fu però la costruzione della grande basilica di "San Vincenzo Maggiore": un edificio lungo 64 metri e largo quasi 30. Ledificio era diviso internamente, tramite colonne marmoree grigie e rosa, in tre navate ognuna terminante con un'abside. Al di sotto di quella centrale si sviluppava la cosiddetta cripta di Giosuè, una struttura semianulare decorata da affreschi in stile geometrico e figurativo. L'ascesa di San Vincenzo subì un arresto nell'88 quando un'orda di saraceni saccheggiò il monastero uccidendo numerosi monaci. In seguito si tentò di ricostruire e ristrutturare la città monastica; fu aggiunta una torre campanaria alla facciata della basilica, furono riorganizzati gli ambienti abitativi e di accoglienza, fu realizzata la sontuosa cappella di Santa Restituta. Tuttavia la mancanza di garanzie politiche, economiche e di sicurezza determinarono l'abbandono del sito e favorirono la costruzione, sulla riva opposta del fiume, di un piccolo cenobio tuttora in vita.
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