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Con l’avvento della strategia del denaro dichiarato, la gestione del portafoglio deve essere adattata alle norme del paese in cui il cliente ha la residenza fiscale. Cio’ comporta varie conseguenze. Anzitutto gli strumenti finanziari che possono essere inseriti nel portafoglio subiscono delle limitazioni, secondo i criteri di “trasparenza” adottata dal paese terzo. La banca depositaria dovrà redigere un rendiconto fiscale completo, articolato in base ai criteri imposti da ogni paese, e cio’ non mancherà di creare qualche problema di impostazione, anche perché i sistemi fiscali non sono statici bensi’ in continua evoluzione, e talvolta risultano particolarmente complessi rispetto a quello svizzero. Una conseguenza importante della strategia del denaro dichiarato si avrà sull’asset allocation, cioè sulla selezione degli strumenti: cio’ perché ogni stato tratta fiscalmente in modo diverso le varie componenti della performance, cioè interessi, cedole, dividendi, plusvalenze dei vari tipi di titoli e fondi, utili su cambio, redditi diversi e quant’altro. Quando venne adottata l’euroritenuta, ad esempio, che colpiva solamente gli interessi sui conti e sui fiduciari, nonché le cedole sulle obbligazioni emesse oltre una certa data, i fondi prevalentemente obbligazionari e gli strumenti a componente reddituale, fu facile spostare gli impieghi verso i veicoli esenti. Nel nuovo caso, il gestore dovrà tener conto dell’impatto fiscale di ogni tipo di strumento per ciascun paese di residenza del cliente, realizzando un’asset allocation del portafoglio che, sulla base del rendimento atteso e del livello di rischio accettabile, risulti anche fiscalmente efficiente per il cliente, cioè con il minor impatto fiscale possibile. In tema di investimenti “tax compliant” non mancano pero’ gli interrogativi aperti. Ad esempio, quale cambio applicare, ai fini del reporting fiscale, fra la moneta dello strumento trattato e la valuta di riferimento del cliente ? O come scorporare la componente reddituale (interesse) e la plusvalenza in certi tipi di fondi comuni e di prodotti strutturati complessi ? Come comportarsi di fronte ad acquisti multipli dello stesso strumento, se il cliente ha fatto trading od ha mediato il prezzo ? E, caso particolarmente spinoso, come organizzare asset allocation e reporting quando piu’ titolari dello stesso conto abbiano residenza fiscale in paesi diversi e magari uno di essi sia addirittura US Person, soggetto alla procedura FATCA?
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