|
|
Giorgio Guidi (1982) "My research focuses on the study of possible relationships between people, places and objects. It is an analysis of those connections emerging within small 'ecosystems', in which I enter after an often casual encounter. During the research time, I drive myself into a scientific attitude, to best explain the experience itself. I am interested in analyzing the human environment conformation and how it can survive. In the process, I prefer focusing on the emotional response which underpins reality, constructed on webs of psychological references. I try to understand the complexity of relationships between small groups of people, and how this gives life to exchanges, matchings, fractures, accidents. Generally said, my work gives a fragment of reality, like a small city, where facts interweave just as human relationships do. It makes sometimes emerge paradoxes, extremisms, and nonsense but real way of living. I'm interested to see the emerging of rules in a small group of people, ways of thinking and acting, and how they estabilish the sense of belonging. At the same time, I look at social mistakes, and how unpredictable things could bring emotions. Recently I've been extended my research to understand contaminations in a cultural system, due to exchanges with other entities; these made me feel how many perception errors are possible, just watching at the identity of a human group. In this case the process brings me to decrease the outstanding points of the group to make it accessible by a comparison with an historical and cultural event usually best known or widely understadeable. All this starts from reality, so I try to move and spend periods within different situations, and to study how being part of them."
|
|
|
Giorgio Guidi (1982) "Il mio intervento è basato sullo studio di relazioni e contaminazioni che possono instaurarsi tra persone, luoghi ed oggetti. Si tratta dell'analisi di connessioni all'interno di piccoli "ecosistemi" nei quali mi insinuo dopo esservi entrato in contatto. Durante la fase di ricerca, cerco di assumere un atteggiamento scientifico che mira a rendere comprensibile l'esperienza diretta; mi interessa analizzare l'adattamento dell'ambiente umano e come esso possa vivere. Nel lavoro tendo a superare ciò che sembra essere un semplice dato reale e funzionale per esaltare il processo, la proiezione emotiva che spesso sorregge la realtà in un'impalcatura di riferimenti psicologici. Cerco dunque, complessivamente di capire e interpretare i rapporti complessi di un individuo con altri individui, come tutto ciò dia luogo a scambi, abbinamenti, rotture, incidenti. Il disegno più ampio che viene a crearsi propone un frammento di rapporti sociali, di piccola "città" nella quale i fatti si intrecciano proprio come le relazioni interpersonali. In alcuni casi emergono paradossi, estremizzazioni, risultati difficilmente ipotizzabili a priori, eppure reali. Mi interessa dunque osservare come nascano alcune regole, modi di pensare, di agire, e si costituiscano i sensi d'appartenenza. Allo stesso modo mi colpisce come nascano gli sbagli, come si insinui l'imprevisto, e come a volte questo venga vissuto in maniera drammatica da chi lo subisce. Ultimamente ho allargato la mia ricerca alle contaminazioni in un sistema culturale, dovute a scambi con altre entità; queste possono provocare la nascita di imprevisti nella percezione dell'identità di un gruppo. Eseguo una riduzione ai minimi termini dei punti di maggior interesse per estrarli e renderli fruibili paragonandoli ad un processo storico o culturale di più ampia diffusione o di più immediata lettura. Tutto parte dalla realtà, infatti cerco di muovermi e passare dei periodi all'interno di situazioni diverse e studiare il modo in cui introdurmi in esse."
|