fatuous – Italian Translation – Keybot Dictionary

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  2 Hits www.associazioneletarot.it  
[fatuous] (meaningless, senseless), full of laughter, also tears" (Coll. Ab. Isac. 40); "They guard and are troubled with so much
FATUO, STOLTO, SCEMO, SCIOCCO, STOLIDO, INSENSATO, STUPIDO, MELENSO, BALOGIO, BALORDO
  www.unibo.it  
fatuous shards of light.
fatue schegge di luce.
  www.european-council.europa.eu  
Against the background of the Arab Spring, Mr. Van Rompuy and Mr. Barroso concluded: "Ten years on, the people in the streets of Tunis, Cairo, Benghazi and across the Arab world have sent a strong signal for freedom and democracy. This is the strongest answer to the fatuous hate and blind fanaticism of the 9/11 crimes."
Nel contesto della primavera araba, Van Rompuy e Barroso hanno concluso: "Dieci anni dopo, le manifestazioni nelle strade di Tunisi, del Cairo, di Bengasi e in tutto il mondo arabo hanno inviato un forte segnale di libertà e democrazia. È questa la risposta più forte all'odio fatuo e al cieco fanatismo dei crimini dell'11 settembre."
  eipcp.net  
It would therefore seem useful to try to rethink, deconstruct and reconfigure the “imaginary figure” of the movements within the material complexity of the shift of production from work to life, which rejects the fatuous identification of social processes of antagonism exclusively within the realm of production, and assumes the multiplicity of existential domains that are today implicated in production and therefore the shift of the conflict over the attempts to subsume emergent life forms into the language of value.
Eppure, come emergeva in una recente discussione tra militanti ed attiviste di diverse parti dell’Europa, se proviamo a rintracciare i campi discorsivi delle iniziative dei movimenti dal novantaquattro in poi, notiamo come l’intervento si concentra intorno alle parole classiche della regolazione sociale, del lavoro, a cui si connettono sempre più le sfere della comunicazione e della conoscenza. Nonostante l’attenzione teorica alle dimensioni della cooperazione sociale oltre il lavoro, il linguaggio (e le pratiche) dei movimenti sono ancora profondamente legate a queste sfere di intervento. Ci sembra per questo utile provare a ripensare, decostruire e riarticolare la “figura immaginaria” dei movimenti dentro la materiale complessità dello spostamento della produzione dal lavoro alla vita, scartando rispetto al pedissequo ricondurre i processi sociali di antagonismo esclusivamente alle dinamiche della produzione, ed assumendo la molteplicità dei campi esistenziali oggi coinvolti nella produzione e dunque lo spostamento del conflitto sul tentativo di sussunzione delle forme di vita emergenti nel linguaggio del valore. Scivolare lungo nuove dimensioni, significa dunque produrre un etero-linguaggio che dia carne a nuove linee di conflitto, che scopra cartografie nascoste in cui scatenare battaglie ed in cui utilizzare come potenza viva la parzialità del punto di vista dei movimenti sulle pieghe conflittuali dello spazio europeo per cercare nuovi sguardi e processi di soggettivazione altri ed autonomi. Per questo la capacità dell’istituzione-rete come strumento di connessione tra linguaggi differenti, di consolidamento di elementi comuni, di ricerca di ridondanze, permette di muoversi con maggior efficacia nella complessità della messa a produzione, come già detto, di fa­coltà umane come il linguaggio, gli affetti, la cooperazione, la differenza, la conoscenza.
  transversal.at  
It would therefore seem useful to try to rethink, deconstruct and reconfigure the “imaginary figure” of the movements within the material complexity of the shift of production from work to life, which rejects the fatuous identification of social processes of antagonism exclusively within the realm of production, and assumes the multiplicity of existential domains that are today implicated in production and therefore the shift of the conflict over the attempts to subsume emergent life forms into the language of value.
Eppure, come emergeva in una recente discussione tra militanti ed attiviste di diverse parti dell’Europa, se proviamo a rintracciare i campi discorsivi delle iniziative dei movimenti dal novantaquattro in poi, notiamo come l’intervento si concentra intorno alle parole classiche della regolazione sociale, del lavoro, a cui si connettono sempre più le sfere della comunicazione e della conoscenza. Nonostante l’attenzione teorica alle dimensioni della cooperazione sociale oltre il lavoro, il linguaggio (e le pratiche) dei movimenti sono ancora profondamente legate a queste sfere di intervento. Ci sembra per questo utile provare a ripensare, decostruire e riarticolare la “figura immaginaria” dei movimenti dentro la materiale complessità dello spostamento della produzione dal lavoro alla vita, scartando rispetto al pedissequo ricondurre i processi sociali di antagonismo esclusivamente alle dinamiche della produzione, ed assumendo la molteplicità dei campi esistenziali oggi coinvolti nella produzione e dunque lo spostamento del conflitto sul tentativo di sussunzione delle forme di vita emergenti nel linguaggio del valore. Scivolare lungo nuove dimensioni, significa dunque produrre un etero-linguaggio che dia carne a nuove linee di conflitto, che scopra cartografie nascoste in cui scatenare battaglie ed in cui utilizzare come potenza viva la parzialità del punto di vista dei movimenti sulle pieghe conflittuali dello spazio europeo per cercare nuovi sguardi e processi di soggettivazione altri ed autonomi. Per questo la capacità dell’istituzione-rete come strumento di connessione tra linguaggi differenti, di consolidamento di elementi comuni, di ricerca di ridondanze, permette di muoversi con maggior efficacia nella complessità della messa a produzione, come già detto, di fa­coltà umane come il linguaggio, gli affetti, la cooperazione, la differenza, la conoscenza.