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The Istituto is pleased to invite you to the screening of Giorgio Diritti's film Il vento fa il suo giro (The Wind Blows round, Italy, 2005, 110 min., in Italian and French with English subtitles) part of the 15th Annual Environmental Film Festival that will run from March 15 to march 25, 2007."A small mountain village in the Occitaine Alps is gradually dying out, its income and the livelihood of its ageing population only maintained by the summer tourist season. Into this small, tight knit and conservative community comes a French shepherd, bringing his young family, his goats and his entrepreneurial skills as cheese-maker. Initially he is welcomed, if not with open arms, then at least with the sense that his arrival could reinvigorate village life. But the newcomer's experiences start to turn sour as misunderstandings multiply and the villagers begin to resent the intrusion his family and business cause to their oh so quiet lives. Actually a fictional drama but made in such a way that it almost seems like a documentary, this is a very assured, hugely entertaining and thought provoking film about a profound culture clash in an isolated community. By turns funny, touching and infuriating, Diritti's film carefully builds up the simmering tensions between people in this tight knit micro environment, whilst making the most of the astonishing mountain landscape for breathtaking images through the seasons." -- Adrian Wootton.
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L'Istituto ha il piacere di invitarvi alla proiezione del film di Giorgio Diritti Il vento fa il suo giro (Italia, 2005, 110 min., in italiano e in francese con sottotitoli in inglese). A Chersogno, piccolo villaggio delle Alpi Occitane si trasferisce un pastore francese con la moglie, due figlie e le sue capre. Gli abitanti del villaggio, dopo una generosa accoglienza cominciano a sentire scomoda la presenza del nuovo arrivato. Gelosia e incomprensione prendono il sopravvento e, mentre la convivenza diventa sempre più difficile, tutto volge al peggio: la cantina dei formaggi si allaga e la moglie s'innamora dell'unico amico di famiglia."Niente 'riflessioni sull'ecologismo' e su 'una fascinazione New Age' - precisano le note di regia - ma 'una storia alla ricerca di un'identità e di un'integrazione'. L'integrazione con gli abitanti di Chersogno, un paese sospeso nel tempo, che parla una lingua antica e rifiuta il cambiamento. L'identità è anche quella 'del pastore', ritrovata dopo aver abbandonato la carriera d'insegnante. Il flusso narrativo della storia segue il ritmo del gregge, protagonista silenzioso del film, che produce formaggio ma nello stesso tempo invade i campi degli abitanti del villaggio, che di fronte all'ambizioso pastore scatenano tutta la loro gelosia. E' scontro pieno tra due mondi. Il regista 'tira fuori' tutto il villaggio: il sindaco rispettato e colto, la vecchia brutta e gelosa, il matto del villaggio, l'attore in ritiro, i turisti estivi e le immancabili 'chiacchiere'. La tragedia è inevitabile. Con un cast di non professionisti, il regista lascia parlare i personaggi in occitano, una lingua affascinante e misteriosa. L'Occitano considerato un idioma a sé stante. Ancora oggi circa 200.000 persone lo parlano. Sono comunità montane che come quella di Chersogno, distaccate dalle mode e non ancora contaminate dalla dilagante globalizzazione culturale ed economica, che onorano l'antica madrelingua e le tradizioni attraverso il canto, la musica, l'arte, la ritualità folkloristica ed altre manifestazioni dell'intelletto" -- Rita Di Santo
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