magic realism – Italian Translation – Keybot Dictionary

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Magic realism pervades Satrati’s latest Iranian offering
L’Oratore, storia di un piccolo grande uomo
  www.italia.it  
The works of Marika Carniti Bollea, Italian interior, costume and set designer with a long and storied career, are on display at the Complesso del Vittoriano in Rome from September 5th to October 7th, 2012, in an exhibit entitled Realismo magico in scene e nell'abitare di Marika Carniti Bollea ("Magic Realism in the Scenes and Dwellings of Marika Carniti Bollea").
Le opere di Marika Carniti Bollea, costumista, set e interior design italiana, sono esposte al Complesso del Vittoriano di Roma dal 5 settembre al 7 ottobre, in una mostra dal titolo “Realismo magico in scena e nell 'abitare di Marika Carniti Bollea”.
  kruberacave.info  
This new turn to realism, best recognized by a 1925 exhibition in Mannheim, Neue Sachlichkeit (of which New Objectivity is the English translation), has at times been called Post-Expressionism, neo-naturalism, Verism, and Magic Realism.
A sancire nel modo più efficace l’emergere di questo nuovo realismo – variamente definito postespressionismo, neonaturalismo, verismo o realismo magico – è la mostra che si tiene a Mannheim nel 1925 dal titolo Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività). I diversi artisti associati a questa nuova figurazione formano un gruppo eterogeneo e non sono uniti da un manifesto programmatico, una tendenza politica o un’unica provenienza geografica: ciò che li accomuna è lo scetticismo per la direzione intrapresa dalla società tedesca e la consapevolezza dell’isolamento umano che questi cambiamenti comportano.
  www.hotel-santalucia.it  
The property offers free parking (some parking spaces are located 150 metres away from the property). Museum of Magic Realism is 50 metres away while River Wisła is 400 metres away. Adam Małysz Ski Jumping Hill is 4.4 km from the property and Wisła Dziechcinka Train Station is 600 metres from the property.
La Rezydencja Pod Ochorowiczówką B&B sorge in una zona tranquilla nel centro di Wisła, a 1,8 km dalla Piazza del Mercato e a 200 m dalla stazione sciistica di Siglany. La connessione Wi-Fi è gratuita. Caratterizzate da colori chiari, le camere dispongono di TV a schermo piatto da 32 pollici, balcone. I bagni privati sono dotati di doccia e asciugamani disponibili su richiesta, gratuitamente. Regala inoltre una vista sulle montagne e sul fiume. Presso la Rezydencja Pod Ochorowiczówką B&B troveret...e un giardino e un angolo cottura in comune. A vostra disposizione anche un salone in comune e un deposito per attrezzature sportive. La struttura offre un parcheggio gratuito (alcuni posti auto sono situati a 150 m di distanza). 50 m dal Museo del Magia Realism e 400 m dal fiume Vistola. La struttura dista 4,4 km dal trampolino per il salto con gli sci Adam Małysz e 600 m dalla stazione ferroviaria di Wisła Dziechcinka.
  www.nb.admin.ch  
There were two undercurrents within the New Objectivity movement: the first sought to demonstrate the harshness of urban life while the second, known as magic realism, tried to illustrate every day life by adding a touch of magic in its representation through the use of colours, perspectives, lines and forms.
L’avvento del manifesto oggetto è intrinsecamente legato alla corrente della Nuova oggettività (Neue Sachlichkeit). Costituito in una Germania uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale, questo movimento si contrappone all’espressionismo, impegnandosi a favore del ritorno al realismo e alla realtà quotidiana. Non si fonda né su un programma né su un manifesto; tuttavia i suoi sostenitori affermano di dovere adempiere a un compito sociale e rappresentare la realtà senza ricorrere a trucchi o sentimenti. Si tratta di mettere uno specchio di fronte alla società allo scopo di confrontarla con il suo stato di deterioramento e di corruzione ed incoraggiarla a reagire. Le creazioni sono caratterizzate da semplicità, realismo e oggettività al fine di non pregiudicare l’efficacia del messaggio. Essenzialmente si delineano due correnti principali, di cui la prima verte sulle condizioni critiche della vita urbana, mentre la seconda, chiamata “realismo magico”, illustra la vita quotidiana, conferendole un tocco di “magia” mediante la manipolazione cromatica delle immagini, delle prospettive, delle linee e forme.
  www.iicnewyork.esteri.it  
I have two childhood recollections of a different sign: the terror of the paramilitary forces at my house and the Sanremo songs sung or mimed by my grandmother. Hard reality and phantasy got mixed in my family: what was later to be referred to as “magic realism”.
Incipit scriptum indefinibile sed omnino probatum a committente. Mal si attaglia ad un “artista sociale” antiaccademico e antistituzionale come Roque Fucci una presentazione ufficiale e tradizionale. Il “personaggio”, ut supra diximus, preferisce presentarsi da solo: vita ed opere paucis verbis. Maria Enrica Gemme Sono nato a Buenos Aires nel quartiere “al di là del fiume” di Villa Crespo il 3 gennaio 1972, in tempi grigi di pre -dittatura. I nonni paterni erano contadini lucani, anche se il cognome dantesco è tipicamente toscano. Dell’infanzia conservo due ricordi di segno opposto: il terrore della parapolizia armata nella mia casa e le canzoni di Sanremo cantate e mimate da mia nonna. Si mescolavano nella mia famiglia dura realtà e fantasia: quello che più tardi è stato definito “realismo magico”. I miei primi manufatti sono stati cestini di fiori, sirene e teste di Medusa, che allarmavano mia madre; così mi sono iscritto al Liceo Artistico Manuel Belgrano nell’euforia del post-dittatura. Qui la mia vita artistica e quella socio-politica si sono intrecciate per sempre: manifesti, figure di cartapesta, con un certo successo segnato da piccoli premi in mostre locali. Poi, stanco della vita bonaerense convulsa e iperstimolante, pur senza aver letto Thoreau, come Walden sono andato a vivere nei boschi, in Brasile, costruendomi una casa e cercando di vivere di piante selvatiche. Ma le erbe erano troppo amare e per conoscere l’altra parte di quell Paese ho accettato un invito nella ricca villa di un tizio dal nome sonante, Edimir Ribeiro Cavalcante de Souza, figlio del re del caffè, dove mi sono adattato a progettare discutibili sculture da giardino. Tornato a Buenos Aires, ecco di nuovo lo spleen di Ismael nel Moby Dick e mi sono messo in capo di vedere l’Italia, anche se con breve soggiorno. Trovata una buona occasione, sono approdato a Torino, luogo grigio e freddo non molto confacente alla mia natura. Poi lì ho conosciuto una persona molto importante per me e ho trovato un lavoro imprevedibile: per la cooperativa educativa Valdocco dovevo condurre un laboratorio di ceramica per ragazzi disabili e uno per giovani del carcere minorile; nel corso del tempo ho imparato ad apprezzare questo lavoro non facile, ma che mi permetteva di penetrare con l’arte nel loro animo. In cinque anni circa sono riuscito a far produrre ai miei cosiddetti “matti” ed “assassini” delle vere opere d’arte. Così è nata questa collezione d’arte povera e sociale, che trova ora una visi