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A est di Montdauphin, si scopre Eygliers, frazione di alpeggio estivo degli abitanti della valle. La chiesa di St-Antoine (Sant’Antonio), archetipo dello stile romanico-lombardo del XVI sec., troneggia nel centro del villaggio e ricorda a ciascuno, grazie ai molteplici affreschi, la leggenda dei pellegrini di Santiago de Compostela: un giovane venne accusato a torto di furto dalla cameriera di una locanda della quale aveva rifiutato le avances. Venne impiccato, con grande disperazione dei genitori che trascorsero il resto del loro periplo pregando. Al loro ritorno, incrociarono il figlio, resuscitato e in cerca di vendetta. Un’antica strada romana collega Font-d’Eyglier al suo capoluogo e lascia immaginare l’itinerario delle truppe romane partite alla conquista dell’Italia. I villaggi e gli assi di comunicazione erano, all’epoca, stabiliti lungo le creste, per evitare i danni dovuti all’acqua e per beneficiare di una vista panoramica “strategica”. Così, visibile più in basso e solcato dalle acque del Guil nella morena fossile del ghiacciaio della Durance, l’altopiano di Guillestre, anticamente detto “dei mille venti”, è occupato dall’omonimo villaggio, sulla sponda sinistra, e dal forte di Mt-Dauphin, sulla sponda destra. Alcune vigne, i cui proprietari vivevano a Ceillac o a Vars, hanno provato a crescere da quelle parti, irrigate dalle molteplici sorgenti captate. Ma l’altitudine ha smorzato questa ambizione.
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