man ray – Italian Translation – Keybot Dictionary

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Man Ray
ferrari
  coopi.org  
Man Ray. The photographic image. 160 photographic works selected by the artist
Lucca e le porcellane della Manifattura Ginori. Commissioni patrizie e ordinativi di corte
  2 Hits www.omulis.lv  
TEHO TEARDO, “LE RETOUR A LA RAISON” – MUSIQUE POUR TROIS FILM DE MAN RAY
Venerdì 28, h 17.45, presso Palazzo Ex Enel, via Santa Franca 56, Piacenza Capita di andare in un museo, osservare […]
  3 Hits cenlitrosmetrocadrado.com  
Man Ray lyrics: 'Todo Cambia'
Testi di Man Ray: 'Todo Cambia'
  thalassia.gr  
We see what she sees through her third eye, as she reaches the area of which Man Ray spoke about in his “Pepys Diary” (1959): “Somewhere in outer space the images of the entire history of mankind travel on the airwaves”.
Joining EP 1.4 is Yusuke Fuyama (Tokyo), Valerie Renay (Berlin), Anna Biani (Los Angeles), How I Quit Crack (Texas), John Karabelas (Greece), Oddscene  (London), Kevin Eskew.   EP 1.1, 1.2 and 1.3 artists’ Embryoroom (New York), Wolf Party (US), Sean Derrick Cooper Marquart (Germany), Maria Korporal (Germany), Cecelia Chapman (US) and DATACODE.
  www.unicreditgroup.eu  
With the avant-garde movements of Dadaism and Constructivism, new possibilities were opened to photography, as can be seen in the exhibited works by Man Ray, Alexander Rodchenko, Raoul Hausmann and László Moholy-Nagy.
Nel 1920, Paul Strand e Edward Westen aprirono un nuovo capitolo della fotografia d'arte, con l'introduzione della "straight photography", che si concentra sul valore intrinseco della fotografia. Durante il periodo delle avanguardie, dadaisti e costruttivisti ampliarono radicalmente le possibilità della fotografia, come si evince dalle opere di Man Ray, Alexander Rodtschenko, Raoul Hausmann e László Moholy-Nagy in mostra.
  landesmuseum-trier.de  
Schiaparelli claimed that her friendship with Dalí, Man Ray and Cocteau amongst others from the surrealist group provided her with a sources of escape and released her ‘from the boring reality of merely making a dress to sell’.
Elsa Schiaparelli, stilista d’alta moda tra le più influenti della storia, collaborò con Dalí nel corso degli anni ‘30 e ‘40. Legati ai surrealisti parigini degli anni Trenta, i due condivisero un senso di creatività artistica. La Schiaparelli ha affermato che la sua amicizia con gli esponenti del gruppo surrealista, in particolare Dalí, Man Ray e Cocteau, le fornì un’occasione di fuga, liberandola “dalla noiosa realtà della realizzazione di un abito da mettere in vendita”.
  www.qn-uae.ae  
The exhibition in Lugano casts light on the close-knit pattern of personal and creative relationships that linked the artist to fellow artists who were older and in many cases already famous at the time – Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Arp, among others – documented through some of their most significant works.
Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle artiste più note del Novecento: una figura quasi leggendaria di donna che seppe affermarsi nel contesto del surrealismo e sviluppare una ricerca dai caratteri del tutto autonomi. L’esposizione di Lugano mette in evidenza la fitta trama di rapporti personali e creativi che legarono l’artista ai più anziani e spesso già celebri colleghi dell’epoca: Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Arp e altri ancora, documentati attraverso alcune delle loro opere più significative. È così possibile cogliere l’interpretazione che Meret offre dei temi della ricerca surrealista e quanto lei stessa la influenzi attraverso la propria personalità e il proprio fascino.
  www.tampere-talo.fi  
Some of the greatest artists in history (from Chagall to Man Ray, from Lichtenstein to Sol LeWitt) are of Jewish origin, as well as some of the greatest writers (Franz Kafka), directors (Steven Spielberg, Roman Polanski) and then this museum, between permanent and temporary spaces will accommodate lively exhibitions and events able to attract large numbers of visitors, as it does now in the museums of Venice, Florence and Rome.
IL MUSEO DELLA PAROLA. Il progetto si è posto l’obiettivo di creare un museo della cultura ebraica non incentrato solo sulla drammaticità della Shoah, ma soprattutto su uno spazio espositivo vivace e coinvolgente, che attirasse il visitatore a conoscere e sperimentare il fascino, la bellezza e la tradizione della cultura ebraica sviluppatasi da 5771 anni fa. Alcuni tra i maggiori artisti della storia (da Chagall a Man Ray, da Lichtenstein a Sol LeWitt) sono di origine ebraica, così come alcuni tra i maggiori scrittori (Franz Kafka), registi (Steven Spielberg, Roman Polansky) e quindi questo museo, tra gli spazi permanenti e quelli temporanei potrà ospitare vivaci mostre ed avvenimenti in grado di attirare grandi masse di visitatori, come accade oggi nei musei di Venezia, Firenze e Roma.
  www.fotostiftung.ch  
Breslauer then moved to Paris, where Helen Hessel, fashion correspondent with the Frankfurter Zeitung and a friend of the family, arranged for her to meet Man Ray. Breslauer was hoping to be able to work with him, but instead, the famous Surrealist encouraged the young photographer to go her own way, without his help.
In seguito Marianne Breslauer si reca a Parigi dove Helen Hessel, corrispondente di moda per la Frankfurter Zeitung e amica di famiglia, la mette in contatto con Man Ray, con il quale Breslauer spera di lavorare. Le cose andranno diversamente: Man Ray incoraggia la giovane fotografa a cercare la sua strada senza il suo aiuto, cosa che lei farà cominciando a esplorare l'affascinate metropoli con la sua macchina fotografica. Le interessa soprattutto la vita dei clochards lungo la Senna, ma scopre anche l'atmosfera esclusiva delle corse equestri a Longchamp e quella animata alla Foire della Route d’Orléans. Come numerosi altri fotografi della sua generazione, Marianne Breslauer ammira il lavoro di André Kertész e Brassaï, e la sua fotografia si avvicina esteticamente molto a quella dei suoi modelli. Anche il movimento artistico del "Neues Sehen", che a quei tempi suscitava un grande interesse nel contesto del Deutscher Werkbund e del Bauhaus, ebbe influsso sul lavoro della Breslauer.
  2 Hits www.tourenportal-thueringer-wald.de  
The exhibit belongs to the many events created in order to celebrate the 500 years of the Venetian Ghetto and it is organised by Ziva Kraus: founder and director of the Gallery. The pictures were taken by the most famous photographers of the epoch as Rogl Andrè, Rolof Beny, Glannl Berenongo, Man Ray and many others.
Ikona Gallery ospita una suggestiva mostra che racconta la vita della celebre Peggy Guggenheim attraverso vari scatti fotografici. Con queste fotografie viene descritta la straordinaria vita della collezionista americana che ha influenzato il secolo passato; una vita caratterizzata da continui spostamenti tra Italia, Europa e America. La mostra fa parte di una serie di eventi organizzati in occasione del 500esimo anniversario dalla creazione del ghetto ebreo di Venezia ed  è organizzata da Ziva Kraus che è anche la fondatrice e direttrice della Galleria. Le fotografie sono state scattate da fotografi celebri dell’epoca come Rogl Andrè, Rolof Beny, Glannl Berenongo , Man Ray e tanti altri. Ikona Gallery, fondata nel 1979, ha ospitato i più grandi rappresentati della fotografia mondiale, diventando nel 1989 Scuola Internazionale di Fotografia. La mostra dura fino al 27 novembre 2016. La galleria è aperta dalle 11 alle 19. Per maggiori informazioni consultate il sito http://www.ikonavenezia.com.
  www.leaseplan.com  
The temporary exhibit in Florence brings together the paintings and sculptures of such American giants as Alexander Calder, Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Jackson Pollock, Mark Rothko and Cy Twombly, for comparison with European masters like Man Ray, Marcel Duchamp, Max Ernst and Pablo Picasso.
Se poi c’è una persona che può rappresentare l’essenza l’hotel a tutti gli effetti, quella è senza dubbio la Signorina Giuseppina Bolfo! In quanto Proprietaria della struttura, la sua filosofia al momento di pianificare il progetto (che è stata poi di conseguenza estesa a tutto lo Staff) rimanda a quello che ormai è il motto che caratterizza l’Hotel: “L’Arte del Ricevere in un’elegante Residenza di campagna, per sentirsi come a Casa”.