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All were here to see who would solve the”biggest overhang” on the Rock Master wall, the one that winds its way u the huge, dizzying bow. And the start was quite simply superb. Thanks to America’s Jesse Grupper who, after breaching the first part of the bow with its small (and treacherous) roofs, reached the huge round volume.
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Sul calare della sera, alle 17:40 in punto, parte anche l’ultimo atto dei Campionati mondiali giovanili di Arco. L’ultima partita, per l’ultimo titolo mondiale ancora da assegnare. E tocca agli Junior – Under 20 giocarla. Sul Climbing Stadium pioviggina e gli ombrelli si sono riaperti. La via è la stessa (un po’ modificata) degli Youth A. L’aria è quella delle grandi occasioni. Per vedere chi risolverà il “più grande strapiombo” della parete del Rock Master, quello che sale sulla sua grande e vertiginosa prua. Lo start è di quelli da incorniciare. Il protagonista è lo statunitense Jesse Grupper che, dopo aver superato la prima parte della prua con i relativi piccoli (ed infidi) tetti, va su fino alla grande sfera. E’ uno dei punti cruciali ma lui va dritto a prendere la partenza del gran salto, a due mani, sul gran volume che poi porta al tratto finale. Grupper misura il lancio, si tende, e vola. L’arrivo è al cardiopalmo: per un attimo perde un appiglio ma, gambe all’aria, si riprende. E poi va su, sempre più su, fino a prendere il Top. Il pubblico impazzisce! Ma già in campo si riparte con la corsa dello sloveno Anze Peharc che fa tutto bene, anche il salto a due mani ma poco dopo si perde e… cade. Ora tocca al belga Simon Lorenzi, anche lui va altissimo ben oltre il lancio ma poi cade proprio lì a due passi dal top. Non c’è nemmeno il tempo di pensare se quella di Grupper sia stata una salita irripetibile e in campo c’è già l’austriaco Bernhard Röck che va come un missile. Sfera rossa, lancio a due mani e poi, anche lui, è al top! Ed è anche al comando della classifica provvisoria, grazie al miglior risultato in semifinale rispetto a Grupper. Poi è il giapponese Tomoa Narasaki a scendere in pista: arriva sopra la sfera rossa ma poi non riesce a fissare le due prese del lancio. Una piccola magia che invece riesce al russo Sergei Bydtaev che poi, però, cade due prese sopra a Peharc: è ancora al 3° come nella semifinale, mentre Röck è ancora primo, e Grupper secondo. Ma mancano ancora due atleti, per loro il podio passa solo per il top o proprio lì, vicinissimo. Il giapponese Hada Yuki gioca le sue chance malissimo, e precipita dal secondo posto in classifica provvisoria al penultimo della finale alle spalle dello sloveno Peharc. Mentre la pioggia si è fatta quasi “cattiva”, tocca all’ultimo atleta. Il terzo giapponese Keiichiro Korenaga ha vinto la semifinale, ed è quello che è sembrato il più in forma. E’ l’unico, ormai, che può strappare il titolo a R
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