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Obviously, the most famous of the four was Boniface, who must have lorded urbi et orbi in a very cynical, miserly and not too generous way, if Dante put him in the Inferno, even though Caetani was still alive - and the slings and arrows of Jacopone da Todi were even worse.
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Qualche notizia più veritiera su Benedetto Caetani la si apprende ad Anagni, che vide la nascita del futuro Bonifacio VIII intorno al 1230. Per inciso, gli anagnini possono vantare ben quattro papi (ancora oggi la chiamano “la città dei papi”); e anche il fatto di essere stati a lungo sede e residenza papale: c’era un tempo, insomma, in cui Anagni fu il centro del mondo, quasi mettendo in ombra Roma. Il papa più noto fu ovviamente lui, che dovette imperare urbi et orbi in maniera cinica, avida e non troppo generosa, se Dante lo collocò nell’Inferno nonostante il Caetani fosse ancora in vita (e gli strali di Jacopone da Todi? Ancora peggiori). Comunque sia, ad Anagni si impara tutto sul celebre schiaffo, 7 settembre 1303, quando Sciarra Colonna osò prendere a sberle (o forse semplicemente umiliare) il papa all’interno del bel palazzo che oggi è a lui dedicato e ospita un museo. Non vi stiamo a raccontare tutta la storia del re di Francia contro il papa: piuttosto preferiamo dilungarci sulla Cattedrale, nei pressi del museo, e non tanto per la statua di Bonifacio che troneggia sul fianco sinistro, ma soprattutto per la meraviglia sconosciuta che contiene all’interno. Aveva ragione Gianfranco Ravasi, quando definì la cripta della chiesa «una Sistina medievale»: pochi altri cicli pittorici del Duecento raggiungono tale ampiezza e splendore. Negli affreschi, i cui restauri sono stati terminati alla fine degli anni Novanta, scorrono la creazione del mondo e dell’uomo, le storie dell’Arca dell’Alleanza, l’Apocalisse, le vicende di San Magno, patrono di Anagni. E la mente corre ai tempi in cui questo luogo sacro vide le canonizzazioni, tra le altre, di Bernardo di Chiaravalle e Chiara di Assisi, non proprio due santi minori. Anche le strade e i vicoli del borgo raccontano di medioevo e dintorni; specie le belle bifore e il maestoso passaggio voltato del Palazzo comunale. Si passerebbe volentieri una mattinata a girovagare senza meta.
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