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But there is some evidence that since the big crisis erupted in 2008, the macroeconomic, political and geopolitical factors have largely surpassed the micro ones, that is to say corporate evaluations, financial and debt conditions, market leadershipts and competition, earnings and dividends, areas of operations…, in conditioning the equity markets.
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Vi sono essenzialmente due approcci che guidano l’investimento azionario: quello “top down”, che parte da considerazioni macroeconomiche e giunge a scelte prevalentemente geografiche e di settore, e quello “bottom up” che, attribuendo meno rilevanza ai dati dello scenario, considera soprattutto le singole realtà aziendali. E’ questo l’operato di chi effettua “stock picking” con l’intento di battere il mercato. Ciascuno dei due approcci è valido ma presenta anche dei limiti. E’ ovvio che elementi quali la condizione di crescita, la politica monetaria e fiscale, l’accesso al credito e la liquidità, l’inflazione, il costo dell’energia, influenzano non solo l’andamento del mercato ma anche la vita delle società. Ma cio’ non è valido in assoluto e soprattutto non in modo uniforme. D’altro canto una strategia “bottom up” pura, che prescindesse totalmente dalle condizioni di contesto, potrebbe indurre ad errori. Quello che pero’ si puo’ dire è che, soprattutto a partire dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008, i fattori macroeconomici, politici e geopolitici hanno dominato rispetto a quelli micro, cioè riferiti all’andamento delle realtà aziendali, in termini di valutazione di borsa, situazione finanziaria e indebitamento, leadership di mercato e concorrenza, utili e dividendi distribuiti, mercati in cui la società produce ed opera,… Si puo’ cosi’ scoprire che l’andamento aziendale, e la sua quotazione, sono meno correlati di quanto si pensi all’evoluzione dei dati macro che ormai sembrano muovere, nel bene e nel male, gran parte del mercato, attento soprattutto ad interpretare le parole dei vertici della Federal Reserve, le mosse del governo cinese, o le diatribe parlamentari sul budget… Molti investitori (e gestori) si chiedono cosi’ se gli sforzi per una selezione accurata dei titoli diano ancora frutti, oppure convengano fondi generici ed ETF che replicano rigidamente gli indici. Noi riteniamo che una rinnovata attenzione ai “fondamentali” societari sia utile e basterebbe al riguardo valutare, in un momento in cui i rendimenti obbligazionari e monetari sono ancora ai minimi storici, il risultato di un buon “giardinetto” costituito da titoli di aziende finanziariamente e commercialmente solide, operanti a livello globale o in posizioni di leadership entro la propria nicchia, che distribuiscano sistematicamente dividendi elevati. Un tale stock-picking, ben attuato ed aggiornato nel tempo, direttamente o attraverso uno strumento selezionato, avrebbe molt
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