|
|
Con tutto questo medioevo quasi ci si dimentica che Anagni fu fondata molto tempo prima, sullo sperone a controllo della valle del Sacco. E neppure dai Romani: erano già stati gli Ernici, antico e fiero popolo italico, a mettere le prime pietre delle mura cittadine. Mura che a Ferentino, poco lontano da Anagni, ancora si ergono in tutta la loro sublime potenza. Hanno ragione Erodoto e Pausania a ipotizzare la loro costruzione da parte dei mitici Ciclopi: sembrano proprio innalzati da giganti, questi enormi massi pesanti fino a trenta quintali, scelti e talvolta levigati per essere incastrati l’uno sull’altro senza l’uso di malta o di calce. Si gira con la testa all’insù, pensando a quanti terremoti, assalti, alluvioni hanno superato i macigni, e a quanto fosse raffinata la tecnica utilizzata dai Pelasgi, enigmatico popolo forse proveniente dall’Anatolia. Perché furono probabilmente loro a portare in Ciociaria le tecniche della costruzione, tanto che le mura spesso sono definite pelasgiche (e somigliano a quelle di città preelleniche come Micene e Tirinto). Ferentino è tutta racchiusa da mura, ma altri tesori cela al suo interno, una volta varcata la porta Sanguinaria, stretta tra i massi, o la porta Casamari, che conserva due archi sospesi nel nulla. Per esempio la bella chiesa di S. Maria Maggiore, di quelle tutte semplici e pulite, con il rosone duecentesco in facciata e l’interno luminoso e privo di orpelli. O il palazzo Giorgi-Roffi Isabelli, dimora storica ricca di atmosfera. Dopo tanta cultura, è il momento di un bel bagno. Magari nell’Otium Pool, l’idromassaggio “arricchito da preziosi oli essenziali dalle proprietà emollienti e decontratturanti” che è uno dei punti di forza delle Terme di Pompeo, nate nel 1854 - si dice siano addirittura il primo stabilimento termale dell’era moderna. Comunque sia, anche qui, come a Fiuggi, la frequentazione termale è molto più antica: pare anzi che fu Domitilla, madre di Tito e Vespasiano, la prima a trarne beneficio. Oggi troverebbe qualche vasca idromassaggio e qualche tisana postwellness in più, anche se «quiete, silenzio, delizia di ozi agresti» (come scrisse di Ferentino, già nel I secolo a.C., il poeta Orazio) sono rimasti gli stessi.
|