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From this starting point, the creators of Rome Reborn have simulated some 7,000 buildings, 170 temples, eight bridges on River Tevere, 19 kilometers of Aurelian walls with 400 towers, theatres, waterworks, the Foro, the Senate, and much more.
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In Sala Rossellini viene presentato Rome Reborn, il progetto, tecnologicamente avanzato, che ricostruisce, attraverso un modello digitale a tre dimensioni, la fisionomia urbana di Roma come appariva nel 320 d.C. Si tratta di un sofisticato modello tridimensionale ottenuto dalla collaborazione di tre importanti università e frutto di dieci anni di lavoro. Tutto ciò per creare una riproduzione virtuale che funziona in tempo reale dando la sensazione di entrare e uscire dai palazzi, cambiare prospettiva, di spostarsi all’interno dell’antica Roma ai tempi dell’imperatore Costantino. La sinergia tra l’Università della Virginia, l’University of California Los Angeles (UCLA) e il Politecnico di Milano ha reso possibile la scannerizzazione digitale del grandioso plastico realizzato dall’architetto Italo Gismondi tra il 1936 e il 1974 e conservato nel Museo della Civiltà Romana. Sulla base così ottenuta, si è andata accampando la ricostruzione in 3D di ben 7000 edifici, tra cui 170 templi, 8 ponti sul Tevere, 19 chilometri di cinta muraria con 400 torri, teatri, acquedotti nonche’ il Foro. Il modello digitale, nato da un’idea dei professori Bernard Frischer e Diane Favro, è stato messo a punto da un team internazionale di archeologi, architetti ed esperti informatici americani, inglesi, tedeschi e italiani, con un lavoro complesso costato finora due milioni di dollari.
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