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Il collegio delle Vestali dapprima si compose di sei e più tardi di sette sacerdotesse, fra le quali dovevano esservi sempre alcune bambine, atteso che l' età per l' ammissione era circoscritta p169tra il sesto e decimo anno. Venivano scelte dal Pontefice Massimo, col consenso dei parenti, ed avevano l' obbligo, almeno per trent' anni, di rimanere severamente rinchiuse nell' Atrio di Vesta. Fra i vari doveri che a loro spettavano, eravi pur quello di attingere l' acqua santa dalla fonte delle Camene fuori la porta Capena (sulla via Appia, presso S. Sisto Vecchio), nonchè di assistere a molti sacrifici, talvolta congiunti con cerimonie assai complicate. La Vestale che veniva meno a' suoi doveri era severamente punita; così, per esempio, ove avesse lasciato spegnere il fuoco sacro, il Pontefice Massimo la castigava battendola a colpi di verga; se poi avesse mancato al voto di castità, la si seppelliva viva nel Campo Scellerato, che trovavasi nelle vicinanze della porta Collina (luogo corrispondente all' angolo settentrionale del Ministero delle Finanze, in via Venti Settembre). Coteste dure condizioni del sacerdozio, fecero sì che coll' andar del tempo divenisse sempre più difficile il trovare fanciulle che si adattassero ad entrare nell' Ordine, ed anche genitori che vi acconsentissero. L' ammissione tuttavia nell' Ordine, p170era facilitata dal fatto che mentre nei tempi antichissimi solo le fanciulle patrizie avevano il diritto di servire a Vesta, più tardi tale diritto venne accordato anche a quelle di famiglie plebee, e dopo i tempi di Augusto, persino alle figlie dei libertini. Quando entravano nell' Ordine, spesso ricevevano una dote cospicua; lo stesso Tiberio, noto per la sua parsimonia, donò alla vestale Cornelia due milioni di sesterzi (5,000,000 di lire). Le Vestali non stavano, come tutte le altre donne, sotto la tutela del pater familias, ma potevano disporre de' propri beni e far testimonianza in giudizio, senza prestare il giuramento, che era per chiunque altro obbligatorio. Una loro raccomandazione era tenuto in grandissimo conto per le promozioni, sì civili come militari; se un reo, condotto al supplizio, s' imbatteva in una Vestale, gli si accordava subito la grazia; al circo, al teatro, all' anfiteatro, esse occupavano posti d' onore. Allorquando andavano attorno per la città, erano precedute da un littore, e gli stessi consoli cedevano loro il passo. Avevano inoltre il diritto, riserbato alle sole imperatrici, di girare in carrozza per
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