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A proposito, per il turista slow, che cosa proponete? “Organizziamo escursioni a piedi, in bicicletta, a cavallo, di giorno e di sera, d’estate e d’inverno: l’importante è godersi con calma il nostro meraviglioso territorio” risponde Pietro Chiatante, guida del parco, che oltre a offrire le sue credenziali di biologo, da queste parti ci veniva a giocare da bambino, e quindi conosce ogni sasso, ogni olivo, ogni duna. “Io consiglio di prevedere un percorso che comprenda ogni ambiente: i campi, gli oliveti, le dune, le lame, in un fazzoletto di terra abbiamo davvero una diversità incredibile. Però, se appena potete, evitate l’estate... troppa gente e soprattutto troppo caldo”. Ci raccontano che il parco sta recuperando anche una vecchia casa cantoniera con l’obiettivo di farla diventare un hotel per ciclisti: in effetti le strade bianche della zona e l’antica via Traiana, oggi strada asfaltata a bassa percorrenza, sono perfette per le due ruote. Al massimo si trova qualche trattore che procede lento... “E vogliamo rafforzare la segnaletica e gli itinerari, specialmente quelli nelle lame, ovvero le gole di roccia calcarea che solcano il territorio del parco” spiega ancora il presidente. “Nella lama del Trappeto abbiamo 13 grotte, dovresti vedere quale spettacolo organizza l’associazione culturale Presepe vivente Pezze di Greco...”. In tema di sostenibilità, invece, il prossimo passo sarà quello di creare un lido rispettoso dell’ambiente. ”Dopo aver vinto la sfida con la comunità rurale, tanto che molti contadini adesso vorrebbero entrare nel perimetro del parco, ora l’attenzione è puntata sulla costa. Siamo certi che riusciremo a creare un modello sostenibile, con l’aiuto di tutti”. Non abbiamo dubbi.
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