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An arrangement that seems to work, for now, between the school trips, conferences on mushrooms, environmental education programs, and families that come here to celebrate New Year’s Day. “We have restored an abandoned place and brought it back to life,” Antonio says. “This is the only way for the park to move forward, by creating facilities on this land.” Very true.
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Lo spirito non manca“Benvenuto a Casa Natura”. Qualche decina di chilometri più a nord, Antonio e Antonella Guerra, 39 anni, mi aprono le porte di un’ex caserma della Forestale. Novelli sposi, tutti i giorni partono da Mattinata per addentrarsi tra le ombre del bosco Quarto, selva di carpini e cerri nel cuore del promontorio, intatto polmone verde che più lontano sfuma nella Foresta Umbra. La casa è qui, isolata, trasformata un paio d’anni orsono in centro d’accoglienza, con tanto di camere, bar e ristorante. Il Comune l’ha data in comodato d’uso al parco, che l’ha a sua volta affidata in gestione alla cooperativa di Antonio e Antonella, la Eco Logika 2000. Una storia che sembra funzionare, per ora, tra scuole in visita, convegni sui funghi, programmi di educazione ambientale e famiglie che vengono qui a festeggiare il Capodanno. “Abbiamo recuperato un luogo abbandonato e lo facciamo rivivere” racconta Antonio. “Il parco può andare avanti solo così: creando presidi del territorio”. Verissimo. Senonché anche da queste parti, tanto per fare un esempio, la segnaletica dei sentieri è praticamente inesistente. Antonio dice che se il parco non arriva, allora ci penserà lui a creare i percorsi nel bosco. Ma è così che dovrebbe funzionare? Fuori dalla finestra il verde del Gargano s’agita al vento. Dentro, sul davanzale, i cellulari sono tutti in fila nella speranza di captare il segnale. “Ai turisti che si fermano a Casa Natura proponiamo di spegnerlo, il telefono” spiega Antonio. “Il bosco è perfetto per chi è in cerca di solitudine, magari di un posto per pregare”. Già, la spiritualità. Nel Gargano certo non manca, anzi: tutto il parco racconta storie di chiese e di santi, di eremi e di miracoli. Con contrasti stranianti, forti, quasi inquietanti. Gli armoniosi capitelli romanici di S. Maria di Siponto, alle porte di Manfredonia, e le esplosive proporzioni della gigantesca chiesa di Renzo Piano in onore di padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Il silenzio dell’abbazia di S. Maria di Velia, strepitosamente collocata su un promontorio tra Lesina e Varano, e il confuso chiacchiericcio delle bancarelle di Monte Sant’Angelo, che strillano rosari profumati in offerta a 99 centesimi. Come dire: ce n’è per tutti i gusti. A ognuno il suo santo, a ognuno il suo spirito.
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