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It was Twiggy, however, 16 years old and weighing less than 100Lb, that would become the undisputed queen of models, so much that she was able to retire, rich and famous enough, at just 19. The skinny, doe-eyed teenager was the first to become a mainstream idol, starting a trend that would have turned super-models into an integral part of pop culture, on a par with musicians and actors.
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Pellicola in cui Vera Gottliebe Anna von Lehndorff-Steinort, in arte Veruschka, recita la parte di se stessa, un cameo da modella. Ma fu l’inglese Twiggy, 16 anni e 45 chili di peso, l’indiscussa regina delle modelle, tanto da potersi ritirare, ricca e famosa a sufficienza, a soli 19 anni. L’ossuta adolescente dai grandi occhi fu la prima a diventare un idolo delle masse, del fenomeno che avrebbe reso le supermodelle parte integrante della cultura pop, al pari di musicisti e attori. Una foto la ritrae, di giallo vestita, minigonna, scarpe e collant in tinta, seduta sull’automobile che fende la folla della Fifth avenue, accorsa per festeggiare l’arrivo di una star, lei, in visita a New York. Sono anni di dinamismo e movimento, di estetica e di pensiero, ben sintetizzati nello scatto di Helmut Newton del marzo 1967: televisione e telefono per terra, gatto che salta a sfiorare il soffitto, Twiggy in volo con mini-chemisier di Mary Quant, le cui righe svettano in verticale. Intanto la cantante Sandie Shaw si esibisce sul palco a lunghezza mini, e a piedi nudi, mentre una Jane Birkin con il miniabito più corto che si possa immaginare, forse tuttora, balla in una discoteca di Parigi avvinghiata a un Serge Gainsbourg con chiodo in pelle nera. Dalla Germania risponde l’eco della bellezza della modella e attrice Uschi Obermaier, icona della generazione 1968, nella parte di sex symbol, di mini vestita. Tornando indietro, alla sorgente, troviamo i costumisti
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