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L’eroina consumata nell’UE risulta prodotta prevalentemente in Afghanistan (in aumento) o lungo le rotte del traffico di oppio, particolarmente in Turchia (UNODC, 2003a, INCB, 2005). L’eroina entra in Europa seguendo due principali rotte di traffico. Di queste, la rotta dei Balcani, storicamente importante, continua a svolgere un ruolo cruciale nel contrabbando di eroina: quest’ultima transita attraverso il Pakistan, l’Iran e la Turchia, dove la rotta si scinde in un percorso meridionale, attraverso la Grecia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM), l’Albania, una parte dell’Italia, la Serbia, il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina, e in un percorso settentrionale attraverso Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. L’INCB (2005) riferisce che, nel 2003, il ramo settentrionale della rotta balcanica si è imposto sul traffico di eroina. Dalla metà degli anni Novanta, l’eroina viene contrabbandata in Europa sempre maggiormente attraverso un’ulteriore percorso, noto come “via della seta”: Asia centrale, Mar Caspio e Federazione russa, Bielorussia o Ucraina (relazioni nazionali Reitox, 2003; UNODC, 2003a; CND, 2005; INCB, 2005). Benché queste rotte siano le più importanti, nel 2003 è stata sequestrata eroina destinata all’Europa anche in alcuni paesi dell’Africa orientale e occidentale e delle Americhe (CND, 2005; INCB, 2005).
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