la formation des alpes – Italian Translation – Keybot Dictionary

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Le frêne est le seul arbre de la famille des oléacées qui est revenu dans nos contrées après la période glaciaire et la formation des Alpes. De nos jours, on le retrouve dans l’ensemble de l’Europe, à part dans le Sud de l’Espagne et dans le Nord de la Scandinavie.
Il frassino è l'unica specie di albero della famiglia delle Oleaceae che ha ripreso a crescere nelle nostre zone al termine delle ere glaciali e in seguito alla formazione delle Alpi. Oggigiorno lo troviamo in tutta Europa, ad eccezione del Sud della Spagna e della parte settentrionale della Scandinavia. Tuttavia non ha problemi alle grandi altitudini. Nelle Alpi il frassino cresce fino a 1600 metri di altitudine.
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Son but est de valoriser et de diffuser des connaissances en Sciences de la Terre tels que la géologie, la géomorphologie, l'hydrologie, les dangers naturels ou l'exploitation de la pierre. A travers un parcours balisé, il vise à sensibiliser les touristes et randonneurs de tout âge à l’histoire de la formation des Alpes et aux secrets de la Terre.
Si tratta del primo approccio alla Via Alpina con un tema scientifico. Il suo scopo è di valorizzare e diffondere delle conoscenze sulle scienze riguardanti la terra quali la geologia, la geomorfologia, l’idrologia, i rischi naturali o lo sfruttamento della pietra. Attraverso un percorso segnalato, esso tende a sensibilizzare i turisti e gli escursionisti di ogni età sulla storia della formazione della catena alpina e sui segreti della terra.
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Le chevauchement principal de Glaris est une structure tectonique remarquable qui est longtemps restée un mystère pour les géologues. Il a permis de faire des découvertes géologiques révolutionnaires, notamment en ce qui concerne la formation des Alpes.
Nel gennaio del 2004 il Consiglio federale aveva inoltrato la domanda d'iscrizione al Patrimonio mondiale dell'UNESCO. La “Glarner Hauptüberschiebung”, il sovrascorrimento tettonico delle Alpi glaronesi, è una struttura tettonica notevole che sotto il profilo scientifico ha costituito a lungo un enigma. Tuttavia, proprio questa sua particolarità geologica ha permesso di acquisire conoscenze importanti, al punto tale da rivoluzionare fra l’altro anche la nostra comprensione della formazione delle Alpi. Il territorio interessato ha inizio a Mollis (GL) a ovest, si delinea lungo il Walensee sino a Bad Ragaz (SG) ad est e giunge sino al Comune di Laax (GR) a sud.
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L’étude du «chevauchement principal de Glaris» a permis de comprendre le phénomène de la tectonique des plaques et d’expliquer le processus de la formation des Alpes. Les montagnes sont au cœur de l’identité suisse, non seulement parce qu’elles recouvrent les deux tiers de son territoire, mais aussi parce qu’elles ont joué un rôle essentiel dans son histoire comme enjeu géopolitique.
Lo studio del sovrascorrimento principale glaronese ha portato allo sviluppo del concetto della tettonica a placche e nel contempo spiega quella particolarità geografica che contraddistingue la Svizzera: le Alpi. Le montagne, oltre che occupare circa un terzo del territorio svizzero, rivestono una grande importanza storica e geopolitica. Dal punto di vista economico, una Svizzera senza montagne non è immaginabile, dato che la maggior parte del turismo svizzero attinge le sue risorse dalle regioni alpine. La Svizzera è giustamente fiera delle sue montagne. Nessun altro paese europeo può vantare una maggior densità di cime oltre i 4000 m s.l.m.: da noi se ne contano ben 48! Per ulteriori informazioni sui più svariati aspetti delle Alpi svizzere potete consultare il nostro dossier.
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Une réponse possible est que nos montagnes ont subi de nombreux changements à travers le temps. Le processus impressionnant de la formation des Alpes a modelé dans un espace-temps incroyablement long les formes et reliefs d’aujourd’hui.

Perché le montagne sono così belle – e da dove vengono? Una risposta possibile è che le nostre montagne hanno vissuto un’infinita quantità di avventure nel corso della propria storia movimentata. Processi imponenti hanno creato nell’arco di un periodo di tempo incredibilmente lungo le forme e i rilievi sensazionali visibili oggi. Questa scoperta è basata su decenni di ricerca geologica nelle Alpi. In nessun altro luogo al mondo, infatti, numerosi fenomeni geologici sono così direttamente accessibili e belli da osservare come nella regione alpina.

L’entusiasmante storia delle nostre montagne può essere avvicinata facilmente immergendosi nella natura lungo la Via GeoAlpina. Quest’anno swisstopo e l’Accademia svizzera delle scienze naturali (SCNAT) presentano il tratto da Rosenlaui ad Adelboden. L’itinerario, lungo complessivamente 92 km, è strutturato in cinque tappe di una giornata. Dopo i primi tratti nelle Alpi della Svizzera occidentale e nel Canton Glarona si tratta già del terzo contributo apportato dalla Svizzera.

Una visione di facile comprensione delle particolarità geologiche di questa regione unica nel suo genere è offerta da una carta sinottica semplificata realizzata da swisstopo. La carta è disponibile gratuitamente nei ristoranti di montagna e presso gli uffici turistici della regione oppure può essere richiesta all’indirizzo e-mail geolinfo@swisstopo.ch

Valore turistico aggiunto

La Via GeoAlpina è un grande arricchimento per gli uffici turistici: «Nella nostra regione anche la geologia è un tema che unisce. Essa trasmette a noi e ai nostri ospiti in modo ancora più incisivo la straordinaria bellezza delle montagne», dichiara Rolf Wegmüller, direttore di Wengen Turismo.
«La Via GeoAlpina, attraente e di facile accesso anche per le famiglie, conferisce alla nostra rete di sentieri escursionistici un aspetto nuovo e incredibilmente affascinante. Abbiamo sempre saputo quanto è preziosa e unica la nostra regione», conferma il sindaco di Grindelwald, Emanuel Schläppi. Anche Ralph Näf, responsabile sport ed eventi presso Grindelwald Turismo, si rallegra per il concetto della Via GeoAlpina: «La geologia non conosce confini. Essa offre un rea

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Ces roches, distantes les unes des autres à l’époque de l’orogenèse, connurent des évolutions différentes à la suite desquelles elles se rejoignirent pour ne former qu’une seule et même chaîne montagne au moment de la formation des Alpes.
La complessità della struttura geologica delle Alpi si riflette nelle Alpi di Allgäu, composte da diverse unità geologiche con rocce diverse. Queste, prima dell’orogenesi – a grande distanza le une dalle altre – hanno subito sviluppi diversi, prima di venire unificati in un’unica catena montuosa. Le forme del paesaggio sono quindi limitate, varie ed eterogenee, come in nessun’altra regione delle Alpi settentrionali. L’unità tettonica più elevata e più meridionale delle Alpi di Allgäu è lo strato calcareo dell’Oberostalpin (Kalkalpin), che ha creato vette imponenti e ripide come la Mädelegabel (2645m) e la Großee Krottenkopf (2656m) e comprende una parte estesa delle Alpi di Allgäu (Alpi calcaree di Allgäu). Le famose Grasberge, montagne erbose dell’Allgäu con i loro crinali aguzzi e scoscesi sono una zona di altitudine media e multisfaccettata. Le loro vette principali sono quelle dell’Höfats (2259m) e dello Schneck (2268m), costituite dal rivestimento di Allgäu, calcareo e marnoso, facilmente erodibile, sono caratterizzate da una ricca vegetazione. Una zona di duro calcare carreggiato, l’helvetikum dell’Allgäu, dà origine alle originali forme dell’Hoher Iffen, dell’altopiano Gottesackerplateu e dei Grünten, all’estremità ovest delle Alpi di Allgäu. Il “Gottesacker” è uno dei deserti carsici più impressionanti delle Alpi orientali e ricorda un mare immobilizzatosi nel suo momento di massima agitazione e tempesta. I monti di puddinga a nord, con la vetta principale dell’Hochgrat (1832m), sono costituiti da massicci conglomerati di molassa. I monti di flysch arrotondati, dolci e verdi raggiungono la loro altezza massima con i 1786m del Riedberger Horn. Data la varietà di condizioni (terreno, altitudine, clima) in uno spazio ristretto si è potuta sviluppare una flora molto varia. Nelle valli sono predominanti i prati utilizzati come pascoli e i boschi misti, seguiti dal bosco montano in cui la fa da padrone l’abete rosso. Sui pascoli alpini – paesaggio antropizzato guadagnato con il disboscamento – si può ammirare la flora alpina in tutto il suo splendore. In primavera i pendii soleggiati sono coperti dalla genzianella (gentiana verna), di colore blu intenso, di primule farinose rosa e primule gialle. All’inizio di giugno si trova quella che è senza dubbio la più bella orchidea dell’Allgäu, la scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus). Questa orchidea, alta fino a 40cm è diventata rara e in molte zone delle Alpi è addirittura scomparsa. Le zone di praterie