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Nonostante sia difficile ricostruire nel dettaglio la produzione per mancanza di documenti, entrambi gli atelier lavoravano per il mercato asiatico. Si può supporre che nel periodo tra il 1781 e il 1810, su 650 pezzi venduti (menzionati) due terzi siano partiti per la Cina. È impossibile stabilire il numero esatto di pezzi prodotti, ma gli elenchi ne valorizzano le caratteristiche: orologi, tabacchiere o templi, e tutti in coppia. Sono descritti i materiali, talvolta il meccanismo e sempre il tipo di decoro: smalto, pietre preziose, uccelli canterini, arie musicali. Le spedizioni sono organizzate facendo ricorso ad una complessa rete d’intermediari, di terzisti di corrieri ed assicuratori. A seconda dei periodi storici, le vie di trasporto cambiano, come nel corso della Rivoluzione francese, durante la quale gli spostamenti commerciali, soprattutto tra Francia ed Inghilterra, sono ostacolati. A Ginevra, a partire dal 1784, Jean-Frédéric Leschot rivestirà un ruolo essenziale: è lui a perfezionare, assemblare, imballare, spedire e garantire la consegna fino a Londra. Gli oggetti vengono quindi affidati alle mani dei mercanti che li porteranno a Canton. Dopo la morte dei due Jaquet-Droz, Jean-Frédéric Leschot continuerà la produzione e vi metterà fine definitivamente nei primi anni del 19esimo secolo.
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