|
|
La gigantografia «Wanja» (2008) di EberliMantel, infine, è collocata in una delle sale clienti sulla Bärengasse che, negli anni Cinquanta, sono state completamente private delle decorazioni storiche. Tuttavia proprio quest'opera, con la scena che rappresenta, è emblematica di un intenso confronto con l'antico patrimonio architettonico della sede di Paradeplatz: durante un sopralluogo nell'estate del 2008 effettuato per suggerire l'inserimento di una loro fotografia, infatti, il duo artistico si è innamorato del parquet che riveste il foyer dell'attuale atrio sportelli, storicamente chiamato «nonagono», appena riportato all'originario splendore. Gli impressionanti intarsi in noce e ciliegio nazionale (i cui motivi a rosone circolare si ispirano nientemeno che al pavimento marmoreo realizzato da Michelangelo in piazza del Campidoglio a Roma) posati nel 1916 nell'allora ring di negoziazione hanno indotto il duo EberliMantel a realizzare un'opera ex novo sul pavimento del «nonagono». Con «Wanja» (2008), quarta opera della serie incentrata sul tema del puzzle, le artiste hanno realizzato un'immagine simbolica ispirata al famoso dipinto «La Torre di Babele» (1563) di Pieter Brueghel, in cui la sciagurata utopia fallisce architettonicamente, come narrato nella Bibbia, e il moderno ingegnere (nell’immagine di EberliMantel, «Wanja») esamina la sua opera con occhio critico. Il disegno fortemente ritmato del parquet, in effetti, colloca l'immagine su uno sfondo instabile e visivamente irritante. L'ambiguità delle associazioni di idee suscitate dalla scena scaturisce da una libera interpretazione dell'arte, pensata per indurre il visitatore ad attraversare in modo più attento, e forse più ispirato, il «nonagono» che introduce all'atrio sportelli della sede storica di Credit Suisse in Paradeplatz.
|