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Ma questi rischi non devono scoraggiarci dal compito di rappresentare gli ideali della nostra società e di far nostra la sua retorica di integrità quando siamo chiamati a farlo, sia come cittadini, sia come figure pubbliche. Pare una semplice finzione machiavellica che i politici e i portavoce di movimenti debbano parlare e agire come se fossero lincarnazione stessa degli ideali che rappresentano, poiché rappresentare onestamente un ideale non richiede che lo si sia già incarnato alla perfezione. Presentarsi in pubblico come modello di integrità è unesibizione davvero pericolosa, e quando uno sta dalla parte degli ideali sottoscritti dalla società ma non li mette mai pienamente in pratica, non può evitare il rischio dellipocrisia. E umiliante essere condannati da quegli stessi ideali che abbiamo sbandierato. La vera ipocrisia, tuttavia, si insedia solo quanto gli ideali si son fatti tanto remoti da non esercitare più un ruolo critico e formativo sulla nostra pratica. Qui la questione morale non è, mi pare, di eliminare ogni divario tra ideale e pratica, ma di assicurare che lideale funga da lievito costruttivo nella pratica individuale e sociale. Se lideale lo abbiamo già vissuto, a mala pena può esser definito tale, e mancherebbe di ogni forza etica e riformatrice. Ma cè una soglia critica oltre la quale un ideale è talmente lontano dallesser raggiunto nella pratica, che la sua professione è vuota, e diviene moralmente corrosiva. Ci si può domandare, ad esempio, se gli ideali neo-tridentini dellethos e della pratica cattolica, comunemente invocati per contrastare i supposti errores et abusus degli anni post-Vaticano II, non abbiano questo effetto controproducente, o ancora, se la società irlandese non stia soffrendo della sua adesione ad unimmagine ideale di sé, che la disorienta nella sua ricerca di risposte mature ai propri mali morali e politici. Naturalmente, in questa età di potere mediatico, la retorica idealistica è divenuta sempre più una questione di cosmetica, rendendo difficile distinguere tra il politico o il predicatore che, pienamente consapevole delle tensioni, si sforza realmente di presentare e implementare gli ideali della sua comunità, e chi sta semplicemente facendo un superbo lavoro di public relations. Qui abbiamo bisogno di nuovi modelli di integrità. Forse i vescovi americani, quando hanno reso pubbliche le loro battaglie contro le conseguenze delletica nucleare, hanno fornito lantidoto al sinistro potenziale del poter
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