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Si la publicité, cette grande machine de recyclage visuel, s’emparera rapidement de quelques éléments de son vocabulaire, nous observerons plus volontiers comment d’importants graphistes ou affichistes utilisèrent, jusqu’à nos jours, certains éléments du “style” de Matisse.
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Il secondo soggetto è la straordinaria produzione di manifesti su, oppure ispirati da, Matisse. Matisse vegliava attentamente, accanto a Fernand Mourlot, il litografo in cui riponeva la sua fiducia, alla concezione dei manifesti delle mostre del suo lavoro. Sia che fossero per gallerie o per musei, ognuno di essi riceveva l’approvazione del maestro, senza che essi venissero considerati però delle “opere” di Matisse. Venduti, scambiati, collezionati, questi manifesti riuniti nella mostra disegnano comunque uno stile di manifesto personale di Matisse, contraddistinto da un’eleganza classica che permette all’opera riprodotta di esprimersi con ampiezza. Dopo la scomparsa del maestro, saranno altri grafici a impadronirsi del favoloso materiale artistico per creare, a loro turno, dei manifesti contraddistinti da una grande libertà, così come da uno sguardo moderno e rinnovato sull’opera di Matisse. Beninteso l’aura di Matisse oltrepassa la cerchia degli appassionati d’arte e le sue invenzioni plastiche, il suo “stile” o la sua “maniera" raggiungeranno rapidamente il campo visivo quotidiano. Se la pubblicità, questa grande macchina di riciclaggio visivo, si impadronirà rapidamente di alcuni elementi del suo vocabolario, noi osserveremo preferibilmente come importanti grafici o “affichiste” utilizzino, fino ai nostri giorni, alcuni elementi dello “stile” di Matisse. A volte in modo evidente, ma spesso in modo più enigmatico, questi manifesti dimostrano, se ce ne fosse bisogno, l’influenza che Matisse eserciterà sulla cultura visiva del XX secolo.
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