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E infine la rana che fu cibo dei poveri apprezzato anche dai ricchi. Scrive il Maffioli «È ancora frequente in certe notti il girare dei cacciatori di rane che vanno in giro con un lampioncino per abbagliarle e le rane che cessano il loro canto notturno si lasciano cogliere dalla reticella o si lasciano infilzare dal "schiral". Le loro piacevoli ciarle notturne, il loro gracidare, svaniscono e le notti sono più tristi, lasciando il ruolo di protagonisti ai grilli col loro canto e alla danza d'amore delle lucciole. Le rane vivono sia nelle acque correnti che in quelle stagnanti; se ne stanno di giorno a bagno e la notte salgono sulle prode dei fossi fra le erbette, cibandosi di insetti e di animaletti più piccoli di loro, ivi comprendendo i loro girini e le ranocchiette più giovani. L'epoca della riproduzione va da aprile a maggio e i vari passaggi dall'uovo al girino e alla rana nella sua forma definitiva, durano quattro mesi. Ci sono rane in tutto il mondo e se ne calcolano circa duecento specie, molto simili fra loro. In Italia ne vivono sei specie: la "Rana Esculenta", la "Rana Temporaria", prealpina e alpina, la "Rana Arvalis", frequente nella Venezia Giulia e nell'Istria, la "Rana Latastei" e la "Rana Agilis" in tutta l'Italia, ma specialmente in quella settentrionale, mentre la "Rana Graeca" è più comune nell'Appennino centrale, La "Rana Viridis" o "Rana Esculenta" con la "Rana Agilis" sono forse le più diffuse e le più ricercate, anche perché, a fini gastronomici, si cercano le rane verdognole, picchiettate di puntini neri, con sfumature più chiare sul ventre. Il verde può diventare olivastro, oppure anche grigio bruno e i puntolini essere invece delle striature. Adulta una rana può misurare dai sei agli otto centimetri, talvolta si scoprono anche nel Veneto delle rane gigantesche, lunghe venti centimetri, provenienti dal Nord America, e sono dette "Rane Toro"; come sian giunte sin da noi è fatto misterioso, comunque a chi capitasse di trovarne una, tenga presente che queste "ranone" pare siano commestibili ed abbiano un delicato sapore come di coda di rospo e di pollo, e come la coda di rospo e il pollo possano essere cucinate. Nel Medioevo le rane ebbero cattiva stampa, considerate intere, o con parte delle loro interiora, ingredienti per pozioni magiche e largamente usate dalle streghe. In tempi più illuminati le rane divennero cibo comune e anzi erano consigliate alle donne che nutrendosi di esse pare ne ottenessero un candido e trasparente inc
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