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Als der Bodhisattva diese ihre Worte vernahm, hieß er die Wagen anhalten und alle Leute zusammenrufen; dann fragte er sie: „Hat einer von euch früher davon gehört, dass in dieser Wildnis ein Gewässer oder ein Lotosteich sei?“ „Nein, Herr, dies wurde früher nicht gehört; es ist ja eine wasserlose Wildnis.“ „Hier sagen einige Leute: ‚Weiter vorne in diesem grünen Waldstrich lässt ein Gott regnen.‘ Wie weit weht ein Regenwind?“ „Ein Yojana weit, Herr.“ „Spürt aber auch nur einer von euch an seinem Körper den Regenwind?“ „Nein, Herr.“ „Wie weit sieht man das Ende einer Wolke?“ „Ein Yojana weit, Herr.“ „Hat nun einer auch nur von einer Wolke das Ende gesehen?“ „Nein, Herr.“ „Wie weit sieht man den Blitz?“ „Vier oder fünf Yojanas weit, Herr.“ „Hat aber einer von euch einen Blitz gesehen?“ „Nein, Herr.“ „Wie weit hört man den Donner?“ „Ein oder zwei Yojanas weit, Herr.“ „Hat nun einer von euch den Donner gehört?“ „Nein, Herr.“
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“Molto bene, lo farò,” disse lo sciocco mercante. E spronò i suoi carri e s’incamminò. Durante il viaggio, lasciò abitazioni umane alle sue spalle e venne ai margini della zona selvaggia. (Ora le selve sono dei seguenti quattro tipi:— selve di ladri, selve di bestie selvagge, selve aride, selve di demoni, e selve di carestia. La prima è quando la via è assediata dai ladri; la seconda è quando la via è assediata da leoni ed altre bestie selvagge; la terza è quando non c’è acqua per bagnarsi o da prendere; la quarta è quando la strada è assediata da demoni; e la quinta è quando non si trovano radici o altri cibi. Ed in questa quintupla categoria, la selva in questione era sia di ladri che di demoni.) quindi questo giovane mercante prese grandi recipienti d’acqua sui suoi carri, e riempiendoli con acqua, si avviò per attraversare le sessanta leghe di deserto che si estendevano di fronte a lui. Ora, quando ebbe raggiunto il mezzo della selva, l’orco che lo infestava si disse, “Farò in modo che questi uomini lancino via le loro riserve d’acqua, e li divorerò tutti quando saranno deboli.” Così dette forma coi suoi poteri magici ad una deliziosa carrozza, trainata da buoi color bianco puro. Con un seguito di circa dieci o dodici orchi che portavano arco e frecce, spade e scudi, cavalcò fino ad incontrarli come un potente signore nella sua carrozza, con loti blu e gigli d’acqua bianchi avvolti intorno alla sua testa, con capelli e abiti bagnati, e con le ruote del carro sporche di fango. Anche i suoi assistenti, di fronte e dietro a lui, si spostavano con i loro capelli e i loro vestiti bagnati, con ghirlande di loti blu e con gigli d’acqua bianchi sulle loro teste, e con mazzi di loti bianchi nelle loro mani, masticando i gambi commestibili, e colanti acqua e fango. Ora i conducenti dei caravan avevano la seguente abitudine: in qualsiasi momento il vento soffiava nei loro denti, cavalcavano di fronte alla loro carrozza con i loro assistenti intorno, allo scopo di sfuggire alla polvere; ma quando il vento soffiava da dietro di loro, allora cavalcavano nel retro della colonna. E, siccome in questa occasione il vento stava soffiando contro di loro, il giovane mercante stava cavalcando di fronte. Quando l’orco seppe che il mercante si stava avvicinando, spostò la sua carrozza da un lato della carreggiata e lo salutò gentilmente, chiedendogli dove stesse andando. Anche il capo della carovana fece in modo di spostare la carrozza su un lato della carreggiata così da fa
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