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La prima parte della doppia videoproiezione All That Is Solid Melts into Air è girata in Nigeria, nel delta del fiume Niger, uno dei principali siti mondiali di estrazione del petrolio greggio, in cui è in atto un conflitto violento tra la popolazione locale e le compagnie petrolifere autorizzate dal governo del Paese. L’attività estrattiva non ha infatti prodotto alcuna ricaduta economica sul territorio, contribuendo piuttosto ad impoverire, mediante devastazioni e inquinamento, la fragile economia di autosussistenza degli indigeni. Boulos ha trascorso alcune settimane di convivenza con i membri del Movement for the Emancipation of the Niger Delta, semplici pescatori trasformatisi in guerriglieri per contrastare tale logica di sfruttamento neocoloniale delle risorse del sottosuolo. Il video segue da una prospettiva interna, accompagnandolo, il crescendo parossistico dei riti, delle manifestazioni e del senso di comunità condivisi dai membri del Movement For Emancipation, impegnati a restituire dignità a loro stessi e al proprio Paese. La seconda proiezione dell’opera ha luogo negli spazi della Chicago Mercantile Exchange, la borsa di Chicago, dove vengono negoziati i valori finanziari del petrolio. Girata nei primi giorni della crisi di credito internazionale, durante il collasso della banca americana Bear Sterns, questa parte mette in scena un altro tipo di ritualità, quello della frenesia speculativa degli operatori di Chicago, impegnati a trattare i valore economici del petrolio mediante gli strumenti finanziari dei futures. La doppia prospettiva di All That Is Solid Melts into Air, che prende il titolo da una citazione tratta dal Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx, mostra così il medesimo bene materiale, il petrolio, in due fasi distinte del suo viaggio attraverso il sistema capitalistico globale, dall’estrazione iniziale nelle paludi nigeriane sino alla sua dissoluzione finanziaria negli indici telematici della borsa di Chicago.
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