|
|
Unsere langjährige Berliner Freundin, die wir in Jena besuchten, sagte sofort bei seinem Anblick: «Der reine Antinous!» Auf der Reise wurde er oft bewundert. In München äusserte unsere Bremer Freundin, eine Schriftstellerin, er wäre zu schön, um nicht in Deutschland Bedenken zu erregen.
|
|
|
Nel 1911, abbiamo deciso di farci la nostra abitazione nella parte rurale di Firenze, sotto Fiesole. Gino si è sempre formato ulteriormente ed in modo tale che lui, più tardi nel 1913, fu in grado di superare il suo esame di volontario che gli permise di entrare in guerra come aspirante ufficiale nel 1915, e presto sarebbe diventato tenente; aveva da sempre avuto grande voglia d’istruzione e molti interessi intellettuali. Nel 1911 visitammo la Germania. La nostra vecchia conoscenza di Berlino, che abbiamo visitato a Jena, alla vista di lui, disse immediatamente: «È puro Antinoo!» Spesso, durante il viaggio, fu soggetto all’ ammirazione. A Monaco, la nostra amico di Brema, una scrittrice, fece notare che sarebbe fin troppo bello da non provocare perplessità in Germania. La cosa mi indignò. come se la vera bellezza ci fosse esclusivamente per essere stimata (o svalutata) sessualmente! Da vero tedesco, mai avevo pensato così. Un popolo che pensa in modo naturale alla cultura, dovrebbe poter superare un tale modo di pensare così assurdo ed impuro. L’Italia era in questo ambito un modello. E anche Gino lo percepiva, anche se era abbastanza amichevolmente disposto verso i tedeschi e, gradualmente, aveva anche appreso a parlare un buon tedesco. Inoltre – ha imparato l’italiano per nostro tramite, visto che prima usava il piemontese. È così che vivevamo nella nostra casa fiorentina, fino allo scoppio della guerra mondiale, proprio quando lui aveva completato il suo anno di volontariato. Eduard e io, appena stati in Normandia nel mese di luglio, riuscimmo a prendere uno degli ultimi treni da Parigi a Basilea.
|