|
|
La questione delle opzioni di risposta a disposizione degli avversari è legata alla valutazione della minaccia. I missili balistici sono considerati, da chi si prefigge di possederne, come utili sotto vari aspetti - deterrenza, coercizione, e prestigio, oltre che per opzioni d'attacco. Le difese contro i missili balistici potrebbero portare nondimeno alcuni avversari a prendere in considerazione altre forme d'attacco, come aerei con equipaggio, missili di crociera, aerei senza equipaggio (UAV), o bombe nascoste sulle navi nei porti. In quest'ultimo caso, ove la sorveglianza marittima fallisse, non ci sarebbe alcuna difesa, se non la minaccia di identificare chi ha messo la bomba e (come prevede la politica della prevenzione) quella di punire il colpevole. Ipotizzare che per un avversario vi possano essere delle opzioni alternative costituisce paradossalmente un tributo alle difese missilistiche, in quanto implica che queste potrebbero riuscire a dissuadere l'avversario dal cercare di dotarsi di missili balistici. Gli avversari determinati a fare affidamento sui missili balistici potrebbero cercare di acquisire i sistemi che ne favoriscono la penetrazione ed altre contromisure, che vengono prodotti da Russia e Cina, ma non potrebbero essere sicuri di sconfiggere le tecnologie volte ad individuarli e ad abbatterli.
|