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Nella letteratura specializzata la dose mortale di nicotina assunta per bocca viene solitamente indicata con un massimo di 60 mg (da 30 a 60 mg) o 0,8 mg/kg di peso corporeo. Il dott. Bernd Mayer dell’Istituto per le scienze farmaceutiche (Institut für Pharmazeutische Wissenschaften) dell’università di Graz è andato a fondo sull’origine di questo assunto generalmente riconosciuto. E giunge alla conclusione che questo valore si basa su un esperimento su se stesso dell’anno 1856 (!) che è stato descritto da Rudolf Kobert nel 1906 nel "Manuale delle intossicazioni" ("Lehrbuch der Intoxikationen"). Diversi studi nel passato hanno indicato che il valore di 60 mg è probabilmente troppo basso e che quindi la nicotina non è così tossica come le viene ovunque attribuito. Il dott. B. Mayer sulla base di diverse ricerche e studi su casi concreti dà per scontato che la dose mortale per un adulto si debba collocare a più di 0,5 g. di nicotina assunta per via orale (da 6,5 a 13 mg/kg peso corporeo), che la dose mortale sia quindi da 8 a 16 volte maggiore di quanto finora supposto.
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