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Ich lernte damals eine sehr sympathische und herzliche Frau kennen, die uns dann in unserer bescheidenen Wohnung aufsuchte und trotz der für sie neuartigen Gemälde unverhüllter Gestalten, die schon geschaffen waren, so ergriffen wurde, dass sie darum bat, ihren Geburtstag, der auf Karfreitag fiel, bei uns verleben zu dürfen. Ihr Mann lebte in Buenos Aires und war als Deutscher Argentinier geworden, sie selbst war die Tochter eines hohen Konsistorialgeistlichen in Mecklenburg, Maria H. de B. Wir kamen uns immer näher, und sie half mir auch mit Mitteln, um meiner Kunst zu dienen. Ja, als wir, Eduard und ich, Schweizerbürger des Tessins wurden, was mit hohen Kosten verbunden war, da fand ich eines Morgens im Briefkasten ein Kuvert mit 1000 Fr. als Beitrag zur Einbürgerung. Welche edle Art zu helfen! Einmal bekannte sie, als junges Mädchen würde sie gerne meine Frau geworden sein, wenn wir uns damals begegnet wären. Nun war sie ja zehn Jahre älter als ich, aber noch eine liebenswerte Frau, und dabei Mutter von drei Töchtern und zwei Söhnen. Sie war ihrer Gesundheit wegen bisweilen in Europa – und hatte viel rein menschliche Geduld mit ihrem Manne, der sehr ungeniert seinen sexuellen Trieben nachlebte.
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Cinque anni durò questa relazione d’amore e sempre crescente, come dimostrano le sue lettere. Anche la Chiara Fede lo colmò allora, e a diciott’anni, mi disse che lui non voleva sopravvivermi. Ma subentrò un avvenimento del mondo del Caos. Il padre era tubercolotico, madre tenera e malata, e c’erano quattro sorelle oltre a Jean e un più giovane fratello minore, e la nonna; il suo stipendio divenne indispensabile ma troppo esiguo, il peso di sette persone cadendo in gran parte sulle sue spalle. Sfumò per Jeanli la speranza di trasferirsi nelle mie vicinanze. Fu preso, nella disperazione di annullare le complessità che doveva affrontare, ad emigrare in America. Storia pesante. Ho dovuto rinunciare a lui, il che significò che il mio comunque stato di salute debole, temporaneamente andò ancora di più in frantumi, soprattutto perché noi, Eduard e io, ci sentivamo molto soli a Locarno a causa del mio carattere caloroso, e l’ambiente freddamente commerciale rappresentava un clima difficile in senso spirituale, nonostante la bellezza, posizione e clima fisicamente soleggiato. Era lo scambio spirituale che ci mancava, perché, per lavorare, di nostre risorse ne eravamo stati dotati.
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