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L'organico attuale degli Hezbollah conta su circa 45.000 combattenti, di cui 25.000 in servizio attivo, con un arsenale di oltre 120.000 razzi. Non più una milizia, ma un vero e proprio esercito che in Siria è articolato in una brigata meccanizzata, una nuova brigata leggera e varie unità di commando, come la Unità Radwan (dal nome di battaglia di Imad Mughniyeh, capo militare Hezbollah, eliminato dagli israeliani con un attentato a Damasco nel 2008). Hanno capacità SIGINT (Signal Intelligence), cyber, guerra elettronica, usano apparecchiature sofisticate per la visione notturna, droni (circa 200, usati in Siria sia per osservazione che per lanciare bombe), missili controcarro e contraerei, ed hanno attrezzato il sud del Libano con un reticolo di bunker e tunnel sotterranei. Il Partito di Dio ha sviluppato un esercito specializzato nella tattica della guerriglia, ben addestrato, ben equipaggiato, ben disciplinato. Ha dietro di sé l'assistenza, i soldi e le forniture di armi dell'Iran. E quel che è peggio (per Israele) è che l'impegno militare nella guerra civile siriana, dove stanno combattendo oltre 7.000 miliziani, ha fornito agli Hezbollah un'esperienza bellica al fianco degli iraniani e dei russi che tornerà utile in un futuro confronto militare contro Israele. Lo stesso dicasi per i consiglieri militari che affiancano le milizie Houthi in Yemen.
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