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La superficie des prairies et pâturages secs, par exemple, a encore diminué d’environ 20 % entre 1996 et 2006. De même, faute de zones tampons et en raison de l’intensification ou de l’abandon de leur exploitation, la qualité des bas-marais et des hauts-marais s’est dégradée.
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Trotzdem hat die Biodiversität im Grün- und Ackerland weiter abgenommen. Laut Monitoringprogrammen des Bundes ähneln sich die Artengemeinschaften in der Schweiz immer mehr. Die anspruchslosen Arten nehmen zu, während die Spezialisten zum Teil starke Einbussen verzeichnen. So ist etwa der Flächenbestand der Trockenwiesen und -weiden zwischen 1996 und 2006 noch einmal um rund 20 % zurückgegangen. Auch die Qualität der Flach- und Hochmoore hat sich in dieser Zeit verschlechtert, weil Pufferzonen fehlen und die Nutzung von Flachmooren intensiviert oder aber aufgegeben wurde. Dramatisch ist der Rückgang der Ackerbegleitflora und der Fromentalwiesen, d. h. der wenig intensiv genutzten, nur mit Mist gedüngten Blumenwiesen. Im Mittelland sind solche Blumenwiesen seit 1950 auf 2 bis 5 % ihrer ursprünglichen Fläche geschrumpft. Mit den Lebensräumen schwinden die Bestände spezialisierter Pflanzen- und Tierarten - fatal nicht nur für die Natur, sondern auch für uns Menschen. Denn die natürlichen Grundlagen für unsere Existenz sind nur dann gesichert, wenn ein breites genetisches Spektrum es den Tier- und Pflanzenarten ermöglicht, sich an Umweltveränderungen anzupassen und langfristig zu überleben. Die Landwirtschaft profitiert zudem bei der Entwicklung nachhaltiger Produktionssysteme von der Vielfalt an Nützlingen und bei Neuzüchtungen von der Biodiversität.
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Malgrado ciò, la biodiversità ha proseguito il suo declino sia nelle superfici prative che in quelle coltive. Stando ai programmi di monitoraggio della Confederazione, le comunità di specie vanno uniformandosi sempre più in tutta la Svizzera. Le specie poco esigenti aumentano, mentre quelle specializzate subiscono spesso forti perdite. Tra il 1996 e il 2006 la superficie dei prati e pascoli secchi è diminuita di circa il 20 per cento. In mancanza di zone cuscinetto e a causa dell’intensificazione o dell’abbandono del loro sfruttamento si è degradata anche la qualità di paludi e torbiere. Drammatico è pure il regresso della flora avventizia e dei prati di avena altissima, ovvero i prati fioriti sfruttati in modo poco intensivo e concimati con solo colaticcio. Dal 1950, sull’Altipiano la superficie occupata da questo tipo di prati si è ridotta al 2-5 per cento di quella originaria. Con questi habitat scompaiono anche le popolazioni di specie animali vegetali specializzate: un’evoluzione fatale non solo per la natura ma anche per noi uomini. Le basi naturali della nostra sopravvivenza sono assicurate infatti solo quando un vasto spettro genetico permette agli animali e alla piante di adattarsi all’evoluzione dell’ambiente e sopravvivere a lungo termine. L’agricoltura può quindi trarre profitto dalla varietà di specie utili per lo sviluppo di sistemi di produzione sostenibili e beneficiare della biodiversità per l’introduzione di nuove varietà.
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