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The same can be said of the archaeological excavations of San Lorenzo Maggiore, the Greek-Roman theater where Nero once performed: permanently occupied by a single inhabitant, the dolicopode (a small animal halfway between a spider and a cricket), with a relative humidity of 90% and a temperature of 17 degrees Celsius, and of the Fontanelle cemetery (closed last April after part of its ceiling collapsed).
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Gli acquedotti furono mappati per la prima volta nel 1883-84 dall’ingegnere Guglielmo Melisurgo, dirigente del Comune, autore di Napoli sotterranea (1889), seguirono poi negli anni Sessanti speleologi e universitari, che rischiarono più volte di rimanere bloccati a causa del furto delle corde con le quali si erano calati, e nel 2004 Gennarino, un piccolo robot che ha esplorato la rete fognaria per 275 km dei 1.070 totali. Causa di smottamenti improvvisi (fra il 1966 e il 69 ci furono 3.911 dissesti, con 9 morti e 37 feriti, mentre nel 2001 ci fu addirittura lo sprofondamento di un lato dello stadio San Paolo), fosse comuni per migliaia di morti delle tante calamità che periodicamente afflissero la città, le cavità furono ricovero durante la guerra di uomini e sfollati. Il solo rifugio antiaereo dell’Augusteo con i suoi 69 ambienti e 90 pozzi era in grado di offrire riparo a ben 15mila persone. Sedi di rituali funebri, esoterici, massoni e persino camorristici, sono diventate nel dopoguerra ricettacolo di macerie e rifiuti di ogni tipo, comprese negli anni Sessanta le auto e le moto sottoposte a sequestro giudiziario. Trasformate in discariche abusive o riempite indiscriminatamente di calcestruzzo ora, grazie all’opera di speleologi e volontari, fra cui una cooperativa giovanile del Rione Sanità, sono state ripulite e rese visitabili. Così, occupati stabilmente da un solo abitante, il dolicopode, un animaletto a metà strada fra un ragno e un grillo, con un’umidità del 90% e una temperatura di 17 gradi, gli scavi archeologici di S. Lorenzo Maggiore, il teatro greco-romano in cui si esibì Nerone e il cimitero delle Fontanelle (chiuso lo scorso aprile per il crollo di una parte della volta), pile di teschi, emblema di anime del Purgatorio, adottati dai napoletani in cambio di favori e profezie, che nel 2002 ha ispirato persino un’installazione di Rebecca Horn. Ma anche le catacombe del quartiere Sanità, quelle di S. Gennaro, di S. Severo e di S. Gaudioso, il tunnel borbonico voluto da Ferdinando II come via di fuga dal Palazzo Reale, cominciano a diventare un’attrattiva turistica. Al pari delle chiese e dei monumenti difesi con passione da associazioni come il Distretto Culturale di via Duomo o comitati come quello di Portosalvo o delle Lenzuola Bianche. Importante anche l’esempio dato dell’ex procuratore generale Vincenzo Galgano che, in procinto di andare in pensione, invece degli inevitabili regali ha chiesto ad amici e conoscenti di raccogliere soldi per
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